Mese: novembre 2015

Non tutti vedono le opportunità imprenditoriali: Steve Jobs e De Benedetti

Mi è sempre rimasta impressa nella memoria l’intervista di Carlo De Benedetti (La Repubblica 14-11-14) sul suo incontro con Steve Jobs.
A De Benedetti, uno dei principali imprenditori e finanzieri italiani, ex proprietario della Olivetti, la grande industria italiana di computer per qualche anno leader nel mercato e poi tristemente sbaragliata dalla concorrenza internazionale, l’intervistatore chiede: “E’vero che Steve Jobs da giovane le propose di investire in Apple, e lei rifiutò?”.
De Benedetti risponde così: “Ero a Cupertino con Elserino Piol. Erano le 7 di sera. Ero esausto per le riunioni e per il fuso. Piol mi dice di passare in un garage dove ci sono due capelloni con i jeans stracciati che lavorano a un mini-computer: erano Wozniak e Jobs. Steve mi propose di rilevare il 20% della sua società per 30 milioni di dollari. Me ne andai. Oggi quella quota varrebbe 100 miliardi. “
Questa intervista a mio avviso ci dice alcune cose importanti. Ci dice che anche un grande imprenditore, con abbondanza di risorse, e affiancato dai migliori esperti (Piol è uno dei più validi tecnologi italiani), può non vedere una gigantesca opportunità imprenditoriale. Le condizioni materiali (la stanchezza), i pregiudizi culturali (cosa vuoi che valgano due capelloni con i jeans stracciati?) e l’ottica esclusivamente finanziaria (ancora oggi il rammarico è per i soldi persi, non per avere potuto partecipare alla costruzione di un’azienda leader) portano all’errore fatale.
Toccherà ai due capelloni (neppure laureati), animati da passione più che da calcoli finanziari, scrivere la storia dell’informatica.
Nel prossimo post qualche altra riflessione su come vedere o non vedere le opportunità imprenditoriali.