Mese: marzo 2016

Gli 8 motivi per cui il sostegno alle nuove imprese è importante

1. Creano occupazione (Dieter Bögenhold “Gründung aus Not”; Thurik 2008; “unemployment push effect””; Meager 1992 “refugee effect”, D’Angelillo, Job Creation, 1985).
2. Fanno diminuire i tassi di disoccupazione, quindi anche i costi sociali per lo Stato (Audretsch e Thurik, 2000; Audretsch e Fritsch, 1994, “entrepreneurial effect” sull’occupazione).
3. Aumentano la competizione all’interno dei diversi settori, quindi spronano gli imprenditori a elaborare strategie innovative, per rimanere sul mercato (la “distruzione creativa” di Schumpeter).
4. Entrano in mercati nuovi (Audretsch e Acs, 2003) ed elaborano metodi che servono a incrementare la produttività delle aziende e del settore a cui appartengono (Geroski, 1989; Nickell, Nicolitsas e Dryden, 1997).
5. Creano nuova domanda di tecnologie e di lavoro, generando effetti moltiplicativi sulla economia.
6. Portano innovazione. I nuovi imprenditori, inoltre, anche quando non fanno una vera e propria attività di ricerca, spesso migliorano gradualmente la conoscenza dello stato dell’arte, capendo meglio di altri cosa il cliente preferisce e introducendo varianti innovative nei prodotti e nei servizi.
7. Creano sbocchi per la ricerca scientifica e creano nuovi canali per finanziarla.
8. Possono rivitalizzare aree territoriali depresse, ad es. all’interno di aree urbane degradate (interessanti esperimenti in città italiane come Bologna e Modena).

Le visioni di Zuckerberg

Mark Zuckerberg, il giovane imprenditore di Facebook, ha rilasciato una interessante intervista (La Repubblica, 29 febbraio) in cui delinea una nuova possibile rivoluzione informatica.
“Se pensiamo a come era Internet 10 anni fa, la gente condivideva e utilizzava per lo più testi. Attualmente moltissime foto. Io credo che il prossimo passo saranno i video (…) Si vorrà trasmettere dal vivo, in streaming, quello che sta facendo, si faranno interagire le persone in questo modo. Credo che quello dei video sia un megatrend, quasi come la telefonia mobile”.
Questo grazie anche all’aumento di potenza dei computer, sempre più piccoli e performanti. Ci vorrà qualche anno di tempo, come fu per gli smartphone, passati dal primo Blackberry del 2003 al miliardo di dispositivi del 2013”.
Grandi applicazioni ci saranno nella formazione, con simulazioni in realtà virtuale che sostituiranno la tradizionale modalità di approccio.
Se queste intuizioni di Zuckerberg sono fondate, quante opportunità di saranno per nuove imprese?