Mese: novembre 2012

Le nuove imprese contro la follia liberista

L’Europa, unica area del mondo, ha deciso che la priorità non è lo sviluppo, ma la stabilità finanziaria: in altre parole, gli interessi delle banche e dei detentori dei grandi patrimoni. Gli interessi di chi ha creato ricchezza passata, ma non gli interessi di chi, come le nuove imprese, vuole creare nuova ricchezza.

Quindi, tagli di spesa nelle scuole, negli ospedali, nelle infrastrutture, nella ricerca; blocco nei pagamenti della pubblica amministrazione; tassazione sempre più pesante, disoccupazione dilagante. Non è tanto questione di sprechi o di privilegi dei politici, ma di una politica assente e sbagliata.

Sarebbe bello se una economia potesse svilupparsi senza un ruolo propulsivo dello Stato, ma purtroppo non è, e non è mai stato così: in Europa, negli USA, in Cina, in Brasile.

Senza uno Stato che investe, spende, crea infrastrutture, favorisce la crescita dei consumi, un paese soffoca e degrada fino a fare morire i suoi cittadini per le piogge autunnali o a costringere le famiglie a portare la carta igienica nelle scuole dei figli.

Questo è il declino contro cui migliaia di nuove imprese lottano ogni giorno investendo e creando ricchezza e occupazione, scontrandosi però contro una politica europea che spinge in senso opposto. L’Italia subisce passivamente e chi governa affossa orgogliosamente l’economia sostenendo che “ce lo chiede l’Europa”.

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