Mese: agosto 2014

Le prospettive del libro e degli e-book

Alcuni recenti dati (fonte: Nielsen) gettano luce sul mercato del libro e indirettamente sulle caratteristiche di possibili avvii di nuove imprese (librerie, piccole case editrici, ecc.).
In Italia nel 2013 le vendite di libri sono diminuite del 2,3% in numero e del 5,2% in valore, in coerenza con quanto avviene nei vari paesi occidentali. In un paese come l’India, invece le vendite sono cresciute in un anno dell’ 11,3%.
Il calo del 2013 è più attenuato rispetto a quello del 2012, che era stato del 6,9%.
Fra i settori, il libro per bambini è in crescita (+3,1%), mentre la fiction cala del 5,4% e la non fiction del 4,2%.
Da solo, il mercato del libro per bambini e ragazzi costituisce il 20% del totale in numero e il 15% in valore.
Il prezzo medio di un libro è di 12,6 Euro, in calo dai 13 Euro del 2012.
La fascia di prezzo più frequente è quella dei 7-12 Euro, che incide per il 34,8% del totale, seguita da quella 15-20 Euro (19,1%).
La vendita tramite Internet incide per il 4,7%, mentre predominano le vendite in libreria (30,6%), in grandi catene (41,0%) e nei supermercati (23,6%).
I lettori degli e-book sono il 3,6% del totale (1,9 milioni), mentre gli acquirenti sono il 2% (1 milione). I lettori degli e-book sono quindi il 90% in più rispetto agli acquirenti, percentuale che scende al 14% per i libri di carta (21,9 milioni di lettori contro 19,2 di acquirenti).
Rispetto all’anno precedente, gli e-book sono cresciuti del 14% come acquirenti e del 17% come lettori.
I lettori degli e-book nel 20% hanno acquistato nel 2013 solo e-book; l’ 80% ha acquistato anche libri cartacei. Il numero di chi compra e-book è cresciuto del 27%, quindi molto di più del mercato in generale degli e-book. Una quota crescente di lettori quindi tende ad acquistare soltanto e-book.

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Selfie: il rito imbecille che vi dice se potete essere un buon imprenditore

La moda dei selfie, cioè degli autoscatti con telefonino, da soli o in compagnia, non è altro che una manifestazione di egocentrismo ed esibizionismo nell’epoca di Internet.
Oggi, anziché pavoneggiarsi allo specchio, e magari girare con il pettine in tasca per rassettarsi i capelli, lo si fa davanti a un obiettivo fotografico. Poi si invia la foto con WhatsApp, Facebook o Twitter, e si gongola contenti.
Questa moda denota atteggiamenti che sono esattamente il contrario di quelli che dovrebbero ispirare un imprenditore: l’attenzione costante ai bisogni dei potenziali clienti, per potere inventare nuovi prodotti e servizi.
Dote fondamentale di un imprenditore è quella di essere un buon osservatore dell’ambiente esterno e dei comportamenti delle altre persone, non un vanesio che si crogiola nella sua presunta bellezza o eleganza.
Non è un metodo scientifico (ma sarebbe utile testarlo), ma azzardo una sorta di test: se fate molti selfie, molto probabilmente non siete pronti per fare l’imprenditore, meglio aspettare un po’ e maturare. Sarebbe troppo rischioso!

Raggiungere un reddito soddisfacente

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L’avvio di una Start Up avviene sulla base di una idea innovativa, le cui prospettive sono ovviamente incerte, data anche la novità dei beni e servizi proposti.
Le reazioni della potenziale clientela possono anche essere state sondate con un’apposita indagine, e la concorrenza può essere stata studiata attentamente.
Tuttavia il grado di incertezza resterà elevato per tutta la fase iniziale, e potrà ridursi in parte soltanto quando l’impresa si sarà inserita stabilmente nel mercato.
Per “navigare” in un contesto così ricco di incognite la start up deve possedere una struttura flessibile, capace di adattarsi agli imprevisti e di cogliere rapidamente le opportunità che si presenteranno.
Dovrà essere un veicolo leggero e veloce, ma queste doti dipenderanno in ultima istanza dalla struttura dei suoi costi.
Conoscere il proprio Punto di Pareggio è fondamentale, ma ancora più importante è governare questa variabile, costruendo una impresa la cui struttura dei costi consenta un elevato grado di flessibilità e quindi faciliti il raggiungimento di un reddito soddisfacente per i soci.
Spesso però, quando iniziano l’attività, le nuove imprese non hanno una chiara visione dei costi a cui andranno incontro.
Primo compito del consulente è quello di fare loro un quadro completo, ricordando anche aspetti che non sempre sono considerati.
Altra funzione utile del consulente è quella di mostrare la pluralità dei modi con cui un problema operativo può essere affrontato. Una soluzione organizzativa diversa può infatti portare a una riduzione o alla eliminazione di un costo.
Non sempre, poi, è assolutamente prioritario ridurre un determinato costo. Un costo può essere più elevato, ma servire a migliorare la produttività dell’azienda e ad aumentarne la redditività.
Ultimo errore frequente dell’imprenditore senza esperienza è quello di non vedere l’azienda come un organismo destinato ad evolversi e a cambiare nel tempo. La struttura organizzativa, e dei costi, con cui l’impresa inizia l’attività è solo la base di una evoluzione futura che è possibile prevedere almeno in un orizzonte di medio periodo.