Mese: ottobre 2013

Il fisco che aiuta l’ambiente

Da diversi anni il Fisco italiano abbassa frequentemente la deducibilità dei costi delle auto aziendali. Oggi siamo arrivati al 20% dei costi di gestione (carburante, assicurazione, ammortamento, ecc.). Significa che su un’auto che annualmente costa poniamo 10 mila Euro solo 2 mila saranno riconosciuti come costo aziendale, mentre gli altri 8 mila saranno considerati come spese personali, quindi non deducibili dal reddito. Ciò anche se l’auto è interamente o quasi dedicata a un uso aziendale.
Una situazione lontanissima da quella degli altri paesi europei, se si pensa che ad esempio in Germania la deducibilità è del 100%.
Che fare? Usare auto piccole, poco costose, usarle il meno possibile.
Fare girare i documenti più che le persone (come nel calcio: correre meno e fare girare la palla, sempre più veloce di qualunque persona, Bolt compreso). In altre parole: ridurre gli spostamenti usando al massimo le tecnologie, quali le conferenze via Skype.
Usare in alternativa i mezzi di trasporto che invece sono integralmente deducibili: l’aereo e soprattutto il treno.
Io personalmente fino a qualche anno fa percorrevo circa 50 mila km in auto; oggi ho ridotto gli spostamenti a 40 km circa, di cui 20 mila in treno, in tutti quei casi in cui è possibile.
Devo dire che anche la mia qualità della vita è migliorata. Che il nostro Fisco, con la sua rapacità, finisca per aiutare anche l’ambiente?
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Megatrend di ieri e di domani (Parte III) – Le tecnologie chiave per il futuro

Secondo un recente studio dell’AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale) intitolato “Key Enabling Technologies: their role in the priority technologies for the Italian industry”, 6 tecnologie sono destinate a creare importanti opportunità per le imprese italiane.

Micro e nano-elettronica

Sono le tecnologie fondamentali per la gestione e conservazione di dati, l’elaborazione di dati per sistemi elettronici a basso consumo energetico, lo sviluppo di sensori, lo sviluppo di tutte le interfacce tra l’uomo e le macchine, e tra diverse macchine, nelle reti per la sicurezza, per I sistemi logistici informatizzati ed eco-friendly, nello sviluppo di tecnologie avanzate per il fotovoltaico, nei dispositivi per la diagnostica medica, nella genomica, nella metabolomica e nelle tecnologie per la chimica farmaceutica.

Biotecnologie industriali

La cosiddetta “biotecnologia bianca” impiega enzimi e micro-organismi per ottenere prodotti a base biologica impiegabili in diversi settori, come l’alimentare, la chimica, la cosmesi, il tessile, la cartotecnica, i carburanti.

 Nanotecnologie

I nano materiali (di dimensione 1 nm- 100 nm) sono destinati ad avere un impatto molteplici settori: medicina, elettronica, produzione e distribuzione di energia, ambiente, settori manifatturieri quali l’abbigliamento o la cosmesi.

Fotonica

Le nuove tecnologie della luce coinvolgono molteplici applicazioni: dalla nuova componentistica elettrica ed elettronica (LED, fotodiodi, ecc,), alle applicazioni del laser, alle fibre ottiche, al bio-farmaceutico (ad esempio farmaci fotodinamici non invasivi)

con conseguenze importantissime per la ricezione e trasmissione dati, la sensoristica, la sicurezza, il risparmio energetico.

Materiali avanzati

Nuovi materiali avanzati con nuove proprietà, fisiche, meccaniche ed elettro-magnetiche,

più leggeri, con un minore impatto ambientale, con minore assorbimento di energia,

sono destinati ad avere un impatto su diversi settori, dall’aerospazio, al trasporto, alle costruzioni, alla cura della salute (ad esempio materiali biocompatibili per arti ortopedici o per valvole cardiache artificiali).

Sistemi manifatturieri avanzati

Diverse tecnologie si svilupperanno ulteriormente per aumentare la produttività dei processi industriali: soluzioni hardware e software che aumenteranno i volumi delle informazioni gestite, tecnologie che aumenteranno l’efficienza energetica, nuovi principi biologici per l’ottenimento di prodotti chimici, tecnologie meno invasive in medicina, nuovi sistemi per aumentare la sicurezza dei trasporti, tecnologie per ridurre le emissioni e l’impatto ambientale, strumenti per una progettazione di alta qualità, metodologie a standard per l’automazione e l’integrazione di sistemi industriali complessi, tecnologie informatiche per la integrazione della catena produttiva, tecnologie per il monitoraggio e il controllo dei processi produttivi, sviluppo di sensori ad alta qualità.

 

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Sport e azienda: il Coaching

Sport e azienda sono mondi lontani, ma non troppo. Fra i concetti che li accomunano, e dove forse lo sport ha qualcosa da insegnare all’azienda vi è quello di Coaching.

Questo termine viene dalla parola ungherese Kocsi, che significa “carrozza”. Kocsi è il villaggio dove fu inventata una delle prime carrozze.  Il termine si è poi diffuso in varie lingue. Si pensi a Coche (spagnolo, francese, portoghese), Cocchio (italiano), Coach (inglese).

Dal mondo dei trasporti il termine si è poi esteso al processo attraverso cui portare una persona viene “trasportata” da dove è fino a dove vuole arrivare.

Ad esempio uno studente a superare un esame o un atleta a battere un record.

Questo con un’assistenza individuale, che serve a valorizzare le doti della persona e a fargli superare i suoi limiti, di conoscenze e di atteggiamento.

E nel mondo delle imprese? Il manager di una grande impresa o un piccolo imprenditore spesso non riescono ad assolvere efficacemente i loro compiti, per mancanza di alcune competenze, per mancanza di esperienza, per difetti di atteggiamento.

Il Coach può affiancarli aiutandoli a superare le difficoltà, eventualmente attivando competenze specifiche di singoli consulenti.

Il Coach infatti è diverso dal consulente: quest’ultimo possiede specifiche conoscenze e viene interpellato su singole questioni, senza però farsi carico del processo di apprendimento dell’imprenditore. Si pensi a un avvocato chiamato a scrivere un contratto in forma corretta o a un commercialista interpellato su un quesito fiscale.

Il Coaching è particolarmente importante per chi vuole avviare una impresa. In questo caso il tratto di strada da fare è molto chiaro: dalla idea iniziale fino all’avvio d’impresa, eventualmente interrompendo il percorso qualora a un certo punto si capisca che l’idea non è fattibile.

Questo percorso è delicatissimo. Non si tratta solo di applicare conoscenze specifiche (sulla forma giuridica, sul mercato, sui finanziamenti, ecc.), per ognuna delle quali potrebbe bastare un singolo consulente, ma di affiancare l’aspirante imprenditore nell’elaborare un progetto, nell’adattarlo in base a tutti i nuovi dati che emergeranno via via sul mercato, sui costi, sulla finanza, ecc, e nel valutare i rischi e le opportunità dell’impresa. Mettendo la persona o le persone nella condizione di fare le scelte più efficaci.

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