Mese: settembre 2014

Animali domestici contro la crisi

Il mercato dei prodotti e servizi per animali domestici, molto cresciuto negli ultimi anni, non ha ancora raggiunto un punto di saturazione e si può senz’altro dire che continua ad offrire opportunità per la creazione di nuova occupazione e nuove imprese.
Infatti, secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2014 il mercato dei prodotti per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia in Italia nel 2013 continua a presentare dinamiche positive, con un nuovo aumento del fatturato dell’ 1,7%.
Secondo dati Eurispes, il 39% degli italiani ha almeno un animale in casa e il 12% ne ha più di uno. Cani, gatti, conigli e altri piccoli animali sono diventati una presenza fissa nelle case degli italiani, dove d’altra parte continua a diminuire il numero medio dei componenti della famiglia degli “umani”.
L’animaletto (il cosiddetto “Pet”) è ormai considerato a tutti gli effetti un membro della famiglia. Una volta adottato entra a far parte della vita delle persone che la compongono e gli sono riservati attenzioni e affetto.
All’interno del dato generale di mercato, ancor più favorevole è l’andamento degli accessori (prodotti per l’igiene, giochi, guinzagli, cucce, ciotole, gabbie, voliere, acquari, ecc.) che continuano a mostrare un andamento positivo con un +3,1% rispetto al 2012.
Il segmento giochi cresce del 2,5%, mentre molto dinamici sono gli antiparassitari, con un aumento del +12,7%, segno che il consumatore non intende rinunciare alla igiene e al benessere dell’animale.
Vi sono però anche segmenti in contrazione, per i quali l’avvio di un’attività rischia di essere problematica. Si assiste ad esempio a una contrazione delle spese veterinarie, dopo anni di sviluppo. Il 52,1% dei proprietari le ha ridotte abbastanza, il 34,7% le ha ridotte molto, il 12,9% le ha lievemente ridotte.
Si tratta di tendenze che però potrebbero nuovamente invertirsi, quando la crisi verrà superata.
Il numero di animali domestici è diventato molto elevato. Secondo i dati Euromonitor in Italia (2013) gli animali domestici sono quasi 60,5 milioni (di cui poco meno di 14,5 milioni cani e gatti), cioè tanti quanti il numero di umani.
Molti sono i servizi che potrebbero svilupparsi, quando il potere di acquisto dei cittadini avrà superato la fase di crisi.
Ad esempio, l’esigenza di custodire gli animali domestici anche nei periodi in cui i padroni si recano in vacanza o comunque si allontanano dalla residenza, insieme alle recenti leggi che puniscono severamente l’abbandono degli animali, dovrebbero continuare a favorire la nascita di servizi di pensione, che eventualmente abbinino anche servizi di toelettatura, addestramento e veterinari.

Case in legno anti-crisi

Le case in legno sono da sempre diffuse in vaste parti del Nord Europa, in Giappone e nel Nord-America: in Germania il 15% delle abitazioni è in legno, in Giappone il 50%, in Nord America oltre l’80%.
In Italia la quota è ancora molto bassa, ma in veloce espansione.
Nel biennio 2009-2010, mentre il settore dell’edilizia ha avuto un crollo del 30%, il segmento della costruzione di case in legno è andato nettamente in controtendenza, crescendo del 20%.
Questo sta portando la quota di mercato delle case in legno da una quota infinitesimale a una quota significava, che si avvicina al 3% del totale.
Inoltre non si espande soltanto l’edilizia residenziali: il 18% degli edifici costruiti in legno in Italia (fonte: Promolegno) è costituito da palestre, teatri, uffici, ecc.
Gli edifici in legno sono costruiti in cantiere e montati prefabbricati nel sito di destinazione, dove spesso esteticamente non si distinguono da quelli costruiti con le tecniche tradizionali in mattone e cemento.
I vantaggi degli edifici in legno sono molteplici: elevato isolamento acustico e termico (la fibra di legno è un ottimo isolante contro il freddo e contro il caldo), resistenza al fuoco, tempi di realizzazione veloci, certezza del prezzo, costi di cantiere (direzione lavori, assistenze, permessi, noleggi, utenze ecc.) contenuti, peso minore della costruzione e maggiore resistenza agli eventi sismici (grazie alla sua elasticità il legno assorbe le vibrazioni del terreno, evitando drastiche rotture e fessurazioni), maggiore efficienza energetica.
Fra le varianti degli edifici in materiale ligneo si riscontano anche interessanti sperimentazioni nella costruzione di edifici in paglia o in materiali basati su impasti di paglia e argilla.

Verso il raddoppio delle vendite on line (dall’ 1% al 2%)

Secondo il Rapporto Coop 2014 “Consumi e distribuzione” nei prossimi 4 anni le vendite on line in Italia raddoppieranno.
Nel 2014 il giro d’affari dell’e-commerce è cresciuto del 20,4% e ha raggiunto l’1% di tutti gli acquisti.
I settori con i più forti incrementi sono stati l’abbigliamento (+44,2%), il dettaglio non alimentare tra cui i libri (+42,7%) e i beni per la casa (+31,4%). Seguono gli alimentari (+24,3%), i viaggi e trasporti (+21,0%), i servizi vari (+15,7%), gli alberghi e ristoranti (+11,3%) e l’informatica (+7,0%).
La spesa media è di 240 euro pro capite. Quasi il 40% è destinato all’acquisto di viaggi e servizi di trasporto, il 30% in servizi, il 9% in telecomunicazioni, il 6% in prodotti informatici e tecnologici, il 3% in abbigliamento.
Secondo l’Osservatorio Cartasì, i cambiamenti interessano soprattutto, ma non esclusivamente, i più giovani: il 45% degli
acquirenti ha meno di 45 anni, ma il 31% ha un’età compresa tra 45 e 54 anni, il 16% tra 55 e 64 anni, l’8% oltre 65 anni.
Tra i più giovani possessori di moneta elettronica, la preferenza per l’on line è testimoniata da un numero di atti d’acquisto superiore di oltre il 50% rispetto agli acquisti off line: una relatività che si inverte solo dai 55 in avanti, a confermare
che l’e-commerce è tutt’altro che una novità confinata alle nuove generazioni.
Anche se in tutti i paesi i pagamenti in contanti predominano come numero rispetto a quelli con moneta elettronica, l’Italia è in posizione arretrata rispetto ad altri paesi europei.
Secondo dati della Banca Centrale Europea, in Svezia un cittadino compie circa 200 pagamenti on line all’anno, quasi 2 ogni 3 giorni, in Francia ciò avviene 130 volte, in Spagna 52, in Germania 39 e in Italia 31, poco più di 2 volte al mese. Alle spalle dell’Italia si collocano Ungheria, Romania e Grecia.

Vegetariani e vegani

Cambiano rapidamente gli stili alimentari degli italiani. Si diffondono le scelte vegetariane e vegane, crescono le intolleranze alimentari e l’attenzione alla digeribilità dei cibi.
Secondo i dati Eurispes gli italiani vegetariani e vegani, che quindi escludono in parte o totalmente dalla propria dieta l’uso di prodotti animali e dei loro derivati sono il 7%.
Quasi un terzo (31%) dei vegetariani ha scelto
questo regime alimentare per un senso di rispetto nei confronti degli
animali, un quarto (24%) per le proprietà salutistiche e dietetiche, un altro 9% per limitare i danni all’ambiente delle attività di allevamento.
Contemporaneamente, sono in forte aumento gli italiani affetti da disturbi alimentari: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, circa l’8% dei bambini e il 2% della popolazione adulta soffre di reazioni avverse ad uno o più cibi. Oggi 7 italiani su 10 non digeriscono il lattosio, mentre un italiano su cento soffre di celiachia.
Secondo il Rapporto Coop 2014 “Consumi e distribuzione”, che cita dati sulle vendite nei punti vendita della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) il fatturato dei prodotti senza glutine e di quelli a base
di cereali alternativi al frumento (soia, farro, kamut, ecc.) raggiunge i 250 milioni di euro all’anno, con incremento dei volumi nel 2013 del 18%.