Mese: ottobre 2015

Le nuove opportunità di Invitalia

Il nuovo programma di Invitalia “Nuove imprese a tasso zero” sarà operativo dal 13 gennaio 2016 e potrebbe diventare una buona opportunità per avviare una nuova attività.
Prevede infatti finanziamento a tasso zero per giovani (tra i 18 e i 35 anni) e donne (maggiorenni) che vogliono avviare micro e piccole imprese. I progetti d’impresa potranno raggiungere somme elevate (con un tetto massimo di 1,5 milioni).
Il finanziamento super agevolato ha una durata massima di 8 anni, e potrà coprire fino al 75% delle spese totali. Le imprese dovranno garantire la restante copertura finanziaria.
Il programma non discrimina in base allo status occupazionale, né al territorio (tutte le zone sono ammesse), né al settore; tutte le attività sono finanziabili ad eccezione di quelle dell’agricoltura e della pesca.
Di particolare rilevanza saranno però considerati quelli della filiera turistico-culturale e quelle che creano nuove relazioni sociali o soddisfano nuovi bisogni sociali.
Si potrà presentare domanda come impresa già costituita oppure come semplici persone fisiche. Le imprese dovranno essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Le persone fisiche potrannno richiedere i finanziamenti, a patto che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

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La cessione di GROM e la vittoria del gelato artigianale

La notizia che le gelaterie della catena GROM verranno cedute alla multinazionale anglo-olandese Unilever, proprietaria già del marchio Algida, fa indubbiamente chiarezza e costituisce in un certo senso una vittoria del gelato artigianale.
La catena GROM è stata sostenuta negli anni scorso da una grande campagna di marketing che la presentava come rappresentante del migliore gelato italiano; la “favola” e il “sogno” di Federico e Guido sono stati raccontati tante volte.
Il premier Renzi regalò una sorta di spot a quando si fece portare a Palazzo Chigi 5 kg di gelato, che gli furono consegnati da un pittoresco carretto a pedale GROM, di cui il premier attese di persona l’arrivo, con moglie e collaboratori.
Quello di GROM in realtà è un gelato di discreta qualità (materie prime di stagione e naturali), ma pur sempre industriale (prodotto in stabilimento), peraltro venduto ai prezzi di un gelato artigianale fatto sul momento. Il vantaggio del gelato industriale è almeno quello di costare meno essendo prodotto in grandi quantità.
Va però detto che l’immagine italiana del gelato la portano, in Italia e all’estero, migliaia e migliaia di piccole e grandi gelaterie artigianali, che si distinguono per creatività e alta qualità dei prodotti.
Se c’è un campo in cui le piccole imprese battono le grandi è proprio nelle produzioni dell’artigianato alimentare.
Ha potuto constatarlo ala stessa GROM, il cui punto vendita di Rimini, aperto nella piazza principale della città, ha chiuso qualche mese dopo, data la concorrenza proprio di ottime gelaterie artigianali.
GROM ha fatto discreti gelati industriali. Si è espansa molto, con 67 punti vendita e 30 milioni di fatturato.
Diciamo che da un lato ha sfidato la gelateria artigianale sulla qualità, senza portare però l’estro dei singoli maestri gelatieri; d’altra parte non è riuscita a raggiungere le grandi dimensioni di un produttore industriale. E’ rimasta a metà del guado.
L’Unilever la porterà definitivamente nell’alveo della grande industria, senza equivoci.