Mese: settembre 2012

Formazione professionale ed imprenditorialità

I corsi di formazione professionale sono molto importanti per favorire una occupazione futura. Secondo una indagine di Eurobarometro (EUROBAROMETER 369, “Attitudes towards vocational education and training”, 2011) il  79% dei cittadini italiani (dato europeo 73%) ritiene che la formazione professionale porti a professionalità molto richieste sul mercato del lavoro.

Il 65% degli italiani crede poi che la formazione professionale porti a lavori ben pagati (dato europeo 55%).

Il 51% degli italiani aggiunge (dato europeo 56%) che le persone che hanno frequentato corsi di formazione professionale abbiano più probabilità di trovare un lavoro di chi ha frequentato le scuole superiori o l’Università.

Ciò di cui invece i corsi professionali difettano, invece, è la formazione di attitudini imprenditoriali.

Il 54% degli italiani (dato europeo 47%) infatti ritiene che la formazione professionale non stimola a sufficienza la creazione di piccole imprese.

Il 55% degli italiani (dato europeo 43%) sostiene infatti che la formazione professionale insegna un mestiere ma non prepara a mettersi in proprio.

Un grave errore, aggiungiamo noi, data la tradizione artigiana dell’Italia e data la grave crisi in cui oggi ci troviamo.

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Creazioni di moda con oggetti riciclati

Il recente salone “So Critical So Fashion” tenutosi a Milano (21-23 settembre) ha dato spettacolarità a un fenomeno emergente e molto apprezzato dai consumatori “green”: creare oggetti di design con oggetti riciclati quali camere d’aria di bici, pezzi di vele, brandine di sdrai da mare, tele di ombrelli, fili di rame di vecchi impianti elettrici, ecc.

Da questi materiali altrimenti destinati alla discarica possono nascere borse, scarpe ballerine, giacche antipioggia, gioielli, accessori di moda, giocattoli, ecc.

La cosa però forse più interessante è che queste creazioni originali, da oggetti di “bricolage”, stanno trasformandosi in prodotti su cui iniziano a nascere imprese innovative, capaci di generare risultati economici interessanti.

Eppure si può!

Il pessimismo che avvolge l’economia italiana tende a fare dimenticare che sono molti i settori che offrono prospettive interessanti all’avvio di nuove imprese.

Quali e dove? In effetti le opportunità esistenti cambiano molto da zona a zona. Per ognuna di questa sarebbe il caso di predisporre una “mappa delle opportunità”, uno studio che può essere elaborato seguendo la metodologia messa a punto da Genesis (www.genesis.it).

Un esempio recente di mappa delle opportunità, che riguarda la Provincia di Pesaro e Urbino, ma che contiene dati, informazioni e suggerimenti validi per gran parte dell’Italia, ed engatizza ad esempio le prospettive della cosiddetta “Green Economy”, si può trovare cliccando su questo link:

http://www.provincia.pu.it/fileadmin/grpmnt/1046/Documenti/Mappa_Opp_Imp_WEB.pdf

Buona lettura!

Megatrend di ieri e di domani (Parte I)

Ho iniziato a occuparmi di creazione di nuove imprese quasi 30 anni fa. Allora un testo molto letto e famoso (pubblicato in 57 paesi, con 8 milioni di copie vendute), per comprendere i trend del futuro, era “Megatrends” di John Naisbitt,  uscito negli USA nel 1982 (Werner Books) e in Italia qualche anno dopo (1988).

Il nostro autore enunciava 10 megatrend, che così descriveva: 1. Dalla Industrial Society alla Information Society. 2. Dalla forced Technology al rapporto High Tech/High Touch. 3. Dalla economia nazionale alla economia mondiale. 4. Dal breve al lungo termine (ad es. nella considerazione dei problemi ambientali, p.82). 5. Dalla centralizzazione al decentramento (ad. es. il nuovo regionalismo, p.116). 6. Dall’aiuto istituzionale al Self-Help (ad es. la Entrepreneurial Explosion “People are seeking self-reliance and self-help by becoming independent of large corporations through entrepreneurship, self-employment, and work in small business, p.160). 7. Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia partecipativa (ad es. Il nuovo leader è un facilitatore, non un order giver, p.209). 8. Dalle gerarchie al Networking. 9. Dal nord al sud. 10. Dal rapporto “o…o” alle opzioni multiple.

Troppo complesso, in questa sede, discutere tutti i trend, e analizzare anche in quale misura essi si sono verificati.

Alcuni trend, invece, erano colti adeguatamente, in alcuni casi riprendendoli da altri studiosi: così il passaggio da una società industriale a una società dell’informazione (con il grande sviluppo di nuove attività legate appunto alla elaborazione di dati e informazioni);  il passaggio a un’economia globale; la “Entrepreneurial Explosion” in molti settori (soprattutto dei servizi); l’importanza del Networking per la organizzazione dell’attività di molte imprese.

Al contrario, però, alcuni trend molto importanti certamente non venivano colti, per limiti di visuale o forse per una chiusura ideologica.

A) La sempre più importante questione ambientale, in tutte le sue sfaccettature (energetiche, abitative, di alimentazione, ecc.).

B) Il prepotente emergere dell’Asia, e soprattutto della Cina, quale potenza non solo demografica, ma economica e tecnologica. Più genericamente, Naisbitt parlava di importanza del “Sud” (una definizione che mette dentro dall’Africa al Sud America), salvo poi recuperare molto dopo con libri quali “Megatrends Asia(1996) e “China’s Megatrends” (2010).

(continua)