Lacrime di coccodrillo

Non so se l’autocritica di Juncker sull’eccesso di misure di austerità possa essere etichettata come “lacrime di coccodrillo”. E’ però una importante ammissione di errore. Alla faccia di chi, in Germania o in Italia, ha negato persino che il problema esistesse.

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I nemici esterni ed interni di un investitore

Il libro di Giovanni Borsi e Luana Velardo “Bankarate. Manuale di autodifesa dai colpi bassi del mercato”, con illustrazioni del fumettista Don Alemanno (GB Edizioni, 2018) è interessante per due principali motivi.

Il primo motivo è che rappresenta una utile guida per chi vuole fare trading finanziario senza cadere vittima di luoghi comuni e dell’azione nefasta di “squali” quali sono, secondo gli autori, le banche e i promotori finanziari. Oggi il pericolo è rappresentato ad esempio da strumenti quali i Bitcoin. In una gustosa vignetta di Don Alemanno un navigatore disperato e sanguinante urla: “Dannati squali. Ora infilerò il braccio in acqua per recuperare l’altro che mi avete appena divorato!”.

Per difendersi dai “nemici esterni”, bisogna avere la destrezza e la velocità di una cintura nera di Karate (di qui il titolo del libro), ma non basterebbe, perché spesso l’investitore è nemico di se stesso, cioè dei suoi “nemici interni”: eccesso di ottimismo, euforia, avidità, testardaggine, ecc.

Qui sta il secondo motivo di interesse del libro, ancora più importante per chi come noi non si occupa di investimenti finanziari, ma di investimenti nella economia reale e nella creazione di nuove imprese.

La metafora dei “nemici interni” è quanto mai utile anche in questo campo, in quanto come opportunamente ricordano gli autori le decisioni economiche hanno sempre una importantissima componente psicologica.

Il tema della creazione di impresa è uno di quelli in cui l’economia si incontra e si permea con la psicologia. Ciò che spinge a comportamenti imprenditoriali non sono soltanto i calcoli economici contenuti in un pur indispensabile Business Plan (sul mercato, sugli investimenti, sul rischio, sui costi, ecc.), ma anche fattori di tipo psicologico, che rendono più propense all’azione alcune persone rispetto ad altre.

Di qui gli opportuni riferimenti degli autori alle opere di psicologici quali Daniel Goleman (autore del libro “Intelligenza emotiva”, 1995) e al fondamentale filone della “teoria delle intelligenze multiple”, elaborata da Howard Gardner.

La teoria di Gardner nacque (1983) in contrapposizione alla vecchia concezione di intelligenza vista come un fattore unitario misurabile tramite il paramento del cosiddetto Quoziente d’intelligenza (Q.I.). Grazie a una serie di ricerche empiriche e di letteratura su soggetti affetti da lesioni di interesse neuropsicologico, Gardner identificò nove tipologie differenziate di “intelligenza”, ognuna deputata a differenti settori dell’attività umana: dalla Intelligenza logico-matematica a quella interpersonale, dalla Intelligenza intrapersonale a quella cinestetica o procedurale, dalla Intelligenza spaziale a quella linguistica.

Ognuno di noi ha sviluppato e sviluppa continuamente un diverso mix di intelligenze, e quindi diverse propensioni verso i compiti da svolgere nella vita e in particolare nella gestione di una impresa, soprattutto in quella impresa, la propria, che dovrebbe esprimere con pienezza la sua personalità.

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Sport emergenti

In dieci anni il calcio a 5 (calcetto) ha raddoppiato il numero di tesserati, arrivati a 100 mila. Il paddle tennis viaggia ancora più veloce: in pochi anni ha raggiunto i 3 mila tesserati. Si può prevedere un raddoppio nei prossimi 3 anni. Di praticanti e di campi da gioco,

Gli stupidotti nella letteratura imprenditoriale americana

Leggendo testi di marketing e gestione aziendali americani ci si imbatte spesso nel concetto di “Dummy”, con libri quali ad esempio (prendiamo il settore della ristorazione): “Running a Restaurant for Dummies”, “Marketing for Dummies”, o addirittura “Complete Idiot’s Guide to Starting a Restaurant”.

Si tratta di pubblicazioni divulgative, che giustamente vogliono impiegare concetti e linguaggi chiari a tutti. Anche noi, nelle nostre Guide, cerchiamo di farlo, ma attenzione a non illudere i lettori che un Ristorante, o qualunque altra attività imprenditoriale (e professionale), possa essere intrapresa da chi è “Dummy” (negato/stupidotto) o addirittura un “completo idiota” !

In tutti i settori servono ben altre basi!

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Il Reddito di Cittadinanza servirà all’avvio di nuove imprese?

La partita del Reddito di Cittadinanza sarà molto importante per l’Italia. Essa potrà risolversi, come affermano i sui promotori, in uno strumento di riequilibrio sociale e di sviluppo oppure, come affermano i detrattori, in un incentivo ai “fannulloni”. O peggio un incentivo a incassare il RdC e lavorare in nero.

Dal mio punto di vista, il RdC potrebbe essere un utile strumento per preparare una crescita professionale del beneficiario, anche in forma imprenditoriale.

Il fatto che un cittadino povero debba essere aiutato dallo Stato non risale ad oggi, ma in Italia alla fondazione di un moderno Welfare a partire dagli anni ’70. Anche il Reddito di Inclusione (REI) del governo Gentiloni ha contribuito a questo scopo.

Il REI tuttavia era molto basso (530 Euro per le famiglie più numerose) e toccava “solo” 300 mila persone. Era una misura di contrasto alla povertà estrema, ma non di soluzione al problema. Una sorta di Poor Law, come quelle inglesi del ‘500.

La soluzione al problema, e credo che su questo siano d’accordo anche quelli che evocano i “fannulloni”, è invece che una persona sia messa nelle condizioni di sviluppare un progetto lavorativo, non solo di salvarsi dai morsi della fame. In fondo siamo di una Repubblica “fondata sul lavoro” (art. 1 della Costituzione).

Il RdC, più sostanzioso del REI e non reiterabile oltre un certo periodo, potrebbe diventare anche la base per l’avvio di progetti di impresa, anche piccoli, nel commercio, nell’artigianato, nei servizi.

Chi vuole avviare un’impresa deve avere un minimo di tranquillità economica e di tempo, per preparare il suo progetto.

E’ in fondo, su un livello molto più alto, quello che fa la Germania dal 1998 con il tanto celebrato programma EXIST, che serve a coprire le “personal living expenses” di chi vuole avviare una impresa (ma solo se tecnologica), con contributi mensili che vanno dal 1.000 per gli studenti fino ai 3.000 Euro per i laureati e i ricercatori, oltre a 150 Euro mensili per ogni figlio, e al pagamento di un coach e di spese minime per l’avvio. Il tutto per un massimo di un anno.

L’Italia del Dopoguerra ha visto diverse leggi che hanno dato impulso alla microimprenditorialità. Dalla legge sulla Piccola proprietà contadina del 1961 alla Legge De Vito del 1986 sulla imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, dalla legge sulla imprenditoria femminile del 1992 alla legge (sempre del 1992) sul reimpiego del 3% degli utili cooperativi nel capitale di nuove cooperative, fino al Decreto sulle start up innovative del 2012. Oltre a tante leggi regionali, più o meno efficaci.

Se l’Italia è oggi l’ottava potenza economica mondiale lo deve anche al suo dinamico tessuto di piccole imprese, e quindi indirettamente anche alle leggi che sono state varate nel Dopoguerra.

Il Reddito di Cittadinanza potrebbe contribuire con un ulteriore tassello. Dico “potrebbe” perché ovviamente dipenderà da come le cose saranno fatte, più o meno bene.

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Avanti gli anziani!!

Il tema della “Senior Entrepreneurship” è da qualche anno diventato molto importante, tanto che il prestigioso Global Enterprise Monitor (GEM) ha elaborato recentemente il “Report on Senior Entrepreneurship”.

La ricerca del GEM ha coinvolto 1.540.397 adulti di età compresa fra i 18 e gli 80 anni, di tutte le aree del mondo, compresa l’Europa. In totale 104 paesi.

Il Rapporto fa notare che mentre il concetto di imprenditoria è spesso associato a quello di gioventù, in realtà il livello di imprenditorialità delle persone più anziane è spesso più alto di quello dei giovani.

Ad esempio, il 18% degli adulti di 50-64 anni e il 13% di quelli di 65-80 anni sono “self employed”, contro l’11% dei giovani di 18-29 anni.

Si tratta di un fenomeno sottovalutato, che è importante sia economicamente che socialmente, e andrebbe valorizzato anche politicamente, come sostiene il GEM.

Dal punto di vista economico, va considerato che i più anziani tendono a investire più denaro dei giovani, anche quando agiscono come puri finanziatori (Angel Investors).

I benefici per la società che derivano dal lavoro autonomo dei più anziani vengono definiti dal Rapporto come “golden dividends”.

Nelle loro attività in proprio gli anziani portano esperienza e competenza, creano reddito, creano occupazione, rendono attiva e soddisfatta un’ampia parte della popolazione e scaricano meno costi sul sistema pensionistico e socio-sanitario.

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Fare impresa con i superfood

L’espressione “superfood” si è affermata negli ultimi anni. Si tratta di una espressione giornalistica, che serve a individuare quegli alimenti che, sulla base di dati scientifici, hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni, essendo particolarmente ricchi di vitamine, minerali, fibre, sali minerali, antiossidanti.

Non esiste una classificazione ufficiale dei “superfood”, tuttavia vi sono alcuni alimenti che unanimemente vengono riconosciuti come tali.

  1. Ha proprietàrinfrescanti, toniche, e diuretiche  e contiene sostanze che aiutano a rallentare il processo di invecchiamento, prevenendo i danni dei radicali liberi grazie alla loro potente azione antiossidante. I mirtilli hanno effetti benefici sugli occhi e per l’apparato cardio-circolatorio.
  2. Da frutto quasi dimenticato è diventato protagonista di bevande, succhi, estratti, frullati. Contiene molecole antiossidanti che hanno la capacità di proteggerci dall’azione dei radicali liberi, dei raggi ultravioletti e dagli effetti dell’inquinamento, con effetti anti-invecchiamento. Può abbassare la pressione sanguigna e contribuire alla prevenzione cardiovascolare.
  3. The verde. E’ ricco di polifenoli e agisce migliorando la circolazione sanguigna e riducendo il colesterolo. Gli vengono attribuite proprietà anticancerogene, soprattutto nel caso di tumori all’intestino e al pancreas.
  4. Bacche esotiche. A differenza delle bacche nostrane, quali mirtilli, lamponi, ribes., ecc. le bacche di Goji (Cina, Mongolia) e di Açai (Amazzonia) si sono affacciate solo recentemente sui nostri mercati. Le Goji sono multivitaminici energizzanti, caratterizzati però da un basso indice glicemico. Le bacche di Açai hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anticolesterolo e antistress. Contengono grandi quantità di fibre che aiutano a regolare l’attività intestinale e a migliorare la funzionalità dell’apparato digestivo.
  5. La polvere di cacao crudo, che a può essere usata per produrre cioccolato, è ricca di minerali, come calcio e ferro, e magnesio. E’ ricca anche di antiossidanti e contribuisce ad alzare i livelli di serotonina nel cervello, con effetti sul sonno e sull’umore.
  6. Frutta secca. Noci, nocciole, mandorle, pistacchi, sono ricchi di grassi insaturi, di ferro, magnesio, calcio, zolfo, potassio e fosforo. Sono un alimento altamente energetico, ma contribuiscono anche a riequilibrare il sistema nervoso e a combattere lo stress.
  7. E’ un vero e proprio antibiotico naturale. Specie se consumato crudo, è capace di abbassare il colesterolo e la pressione.
  8. Quinoa  .  Questo “pseudo cereale” proveniente dall’America latina contiene proteine, grassi insaturi, fibre, calcio, ferro, magnesio e vitamine.
  9. Questa microalga ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e detossificanti, oltre che un grande potere nutritivo, per cui è stata definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come il “miglior alimento del XXI secolo”.

 

Data la crescente attenzione dei consumatori agli aspetti salutistici dei cibi, è evidente che i prodotti che abbiamo indicato hanno anche notevoli potenzialità commerciali.

Le opportunità imprenditoriali si riscontrano, in ambito alimentare, soprattutto per quei cibi che abbinano proprietà salutistiche alla piacevolezza al gusto: ciò vale senz’altro per mirtilli, melograno, cacao e frutta secca. Per gli altri non è scontato e viene a dipendere dalle ricette (le bacche di Goji contribuiscono addirittura ad inibire l’appetito…).

Le potenzialità però non sono solo in ambito alimentare, ma si verificano spesso nella erboristeria e nella cosmesi, ambito dove si assiste a una forte crescita degli ingredienti bio.

Le attività imprenditoriali che possono nascere e svilupparsi con i “superfood” sono molteplici: dalla coltivazione agricola alla ristorazione, dall’import-export alla vendita al dettaglio, dalla trasformazione alimentare alla produzione erboristica e a quella cosmetica.

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Le sciagure annunciate e le politiche europee

Il crollo di ponti come quello di Genova e le devastazioni del territorio causate dal maltempo come in Veneto e Sicilia dipendono certo anche dal cambiamento climatico che qualcuno (Trump) continua a negare, ma ancora di più dal sistematico taglio delle spese in prevenzione e manutenzione (strade, argini, canali, ecc.) da parte dello Stato. Il taglio dei fondi alle Province è stato l’ultimo atto di questa deriva.

I tagli dipendono a loro volta dai vincoli di spesa imposti da Bruxelles, per adempiere a parametri astratti insostenibili per un paese dall’economia fragile come l’Italia.  Lo Stato non spende, e così scarica il problema sui privati che si trovano a subire le sciagure, non solo quelli che edificano abusivamente.

L’Euro ci dà senz’altro una stabilità monetaria, ma comporta anche costi drammatici che non vengono mai contabilizzati.

Chi avrebbe mai immaginato che….?

Chi avrebbe mai immaginato che un giorno, come avviene oggi, la manutenzione industriale si potesse fare con i Droni e con i visori della realtà virtuale, o che fosse possibile raccogliere fondi anziché attraverso le banche attraverso delle reti informatiche (Crowdfunding)? Oppure che esistesse la possibilità della cosiddetta “realtà aumentata” per sostituire i cataloghi delle aziende di arredamento?

Per capire come è cambiata l’Italia, può essere utile fare il confronto tra le attività che erano “emergenti” tren’anni fa e quelle che lo sono oggi.

Nel 1986 il primo catalogo delle pubblicazioni di GENESIS comprendeva titoli quali:

  • Come avviare un videonoleggio
  • Come avviare un minilaboratorio fotografico
  • Come avviare una impresa di Editoria elettronica
  • Come avviare una vendita per corrispondenza
  • Come avviare una agenzia matrimoniale

Solo 30 anni fa l’informatica era ai suoi primi passi, esistevano i computer ma non ancora la digitalizzazione dei testi e delle fotografie, non esisteva Internet e i telefoni non erano gli Smartphone.

Esistevano però già allora problemi sociali che ancora oggi rimangono, forse aggravati, e che allora si tradussero in pubblicazioni quali:

  • Come avviare un Centro di servizi per gli anziani
  • Come avviare un Centro per l’infanzia

 

Se guardiamo ai titoli del nuovo catalogo di Genesis uscito da pochi giorni, ci accorgiamo di quanti cambiamenti ci siano stati da allora. Anche se l’economia ha ancora molti problemi, la piccola imprenditoria è pronta a cogliere nuove opportunità.

  • Come avviare e sviluppare una Impresa di servizi con i Droni
  • Come avviare e sviluppare un Coworking
  • Come un immobile inutilizzato può diventare una impresa redditizia

 

Però, non di sola tecnologia si tratta. Infatti, si aggiornano anche le problematiche del “sociale”.

  • Come avviare e sviluppare una Casa Famiglia
  • Come avviare e sviluppare una Rete di assistenza per anziani e disabili
  • Come avviare e sviluppare una Ludoteca per bambini

Cambiano velocemente anche le tendenze dei consumatori (alimentari e non) e sono così nati, fra gli altri, titoli quali:

  • Come avviare e sviluppare un Ristorante Bio-Vegan
  • Come avviare e sviluppare una Libreria Caffetteria
  • Come avviare e sviluppare una Pescheria Gastronomia di Pesce
  • Come avviare e sviluppare una Bio-profumeria
  • Come avviare e sviluppare un Negozio del Benessere

Anche l’ambito del tempo libero si rinnova significativamente:

  • Come avviare e sviluppare una Impresa di turismo esistenziale
  • Come avviare e sviluppare un campo di Paddle Tennis

E’ sbagliato quindi raffigurare l’Italia come un mondo statico; il mondo cambia, le trasformazioni sono tante, a anche le piccole imprese stanno dando il loro importante contributo.

https://www.genesis.it/guide-business-plan-strumenti-per-la-nuova-impresa/

Le 10 tecnologie dirompenti nel 2018 secondo l’ MIT di Boston

Uno studio del celebre Massachusetts Institute of Technology di Boston (“Ten Breakthrough technologies 2018”) ha segnalato le 10 tecnologie di rottura che stanno emergendo nel 2018.

La prima di queste è la stampa in 3D del metallo. Il 3-D Metal Printing, dice l’MIT, supera una situazione in cui la stampa tridimensionale era limitata ai materiali plastici. Con stampanti il cui costo sta scendendo al di sotto dei 100 mila Dollari, sarà possibile stampare il metallo rivoluzionando l’industria meccanica, e quella dei ricambi, con la possibilità di replicare oggetti o costruirne altri su misura del cliente.

La seconda “Breakthrough technology” è la produzione di embrioni artificiali. Anche se ciò solleva problemi etici, le cellule (anche quelle umane) potranno essere prodotte da altre cellule, così come stanno sperimentando i ricercatori della University of Michigan e della Rockefeller University.

La terza tecnologia riguarda le città dotate di sensori (“sensing cities”). Viene a questo  proposito citata la città di Toronto (Canada), in cui il design urbano viene integrato con le tecnologie digitali, tramite una fitta rete di sensori collocati in città, che elaborano dati sull’ambiente, il traffico, i rumori, i diversi accadimenti sociali. Questa rete guiderà presto anche le auto a guida autonoma, e i robot che si occuperanno delle consegne postali.

 

La quarta tecnologia è quella della Intelligenza Artificiale per tutti. Grandi aziende come Google, Amazon e Microsoft leader nella intelligenza artificiale stanno mettendo a punto sistemi che la renderanno disponibili anche alle PMI. I computer saranno in cloud e l’uso della AI (Artificial Intelligence) sarà reso molto semplice, consentendo di applicarla a molte operazioni dove il cervello umano sarà superato.

La quinta tecnologia è quella delle Reti Neurali che renderanno possibile il riconoscimento dei pedoni, in modo da aiutare le auto a guida autonoma a non sbagliare movimenti.

La sesta innovazione sarà quella di minuscoli auricolari capaci di tradurre immediatamente le altre lingue, rendendo tutti capaci di dialogare con persone straniere.

La settima tecnologia è quella che consiste nella produzione di energia completamente pulita (“carbon-free Energy”) dai gas fossili, oggi meno inquinanti del petrolio, ma pur sempre inquinanti.

L’ottava tecnologia è quella che garantirà una perfetta privacy on line. Un nuovo protocollo di crittografia garantirà una “zero-­knowledge proof “, cioè la prova che ad esempio siete maggiorenni o che avete sufficiente denaro in banca da potere fare una transazione finanziaria, senza che dobbiate dichiarare la vostra data di nascita o rivelare on line i dati dei vostri conti bancari.

La nona tecnologia è quella di una sorta di carta d’identità genetica (“Genetic Fortune Telling”), attraverso cui sarà possibile calcolare il vostro punteggio di rischio (“polygenic risk scores”) riguardante la probabilità di rischio, ad esempio, di un determinato tipo di cancro, o di contrarre la malattia di Alzheimer. Questo con un beneficio per la medicina e l’industria dei farmaci.

La decima tecnologia è infine quella di computer superpotenti, che potranno ad esempio modellare nuove molecole, creando medicinali più potenti o batterie più performanti, celle solari molto più efficienti oppure composti capaci di trasformare la luce del sole direttamente in un combustibile liquido.