Opportunità e mercati emergenti

L’inarrestabile diffusione del Tatoo

Storico marchio di infamia di carcerati, gangster e pirati, il tatuaggio il è diffuso modernamente come forma di “body art”: dal collo, i gamboni e la testa pelata e dipinta di alcuni cantanti e atleti,  fino al ricamino grazioso di molte ragazze.

La Commissione europea ha calcolato che in Italia il 12,8% della popolazione (7 milioni di persone) porta almeno un tatuaggio; negli USA si arriva al 22,5% e in Canada al 24%.

Questo fa capire che sviluppo abbia avuto il settore (partito da zero una ventina di anni fa), e come possa ulteriormente svilupparsi nei prossimi anni, anche perché a un tatuaggio se ne possono sempre aggiungere o sostituire degli altri.

In Italia il settore produce 100 milioni di Euro di fatturato, con 4 mila imprese coinvolte (25 mila Ero in media per ciascuna).

Sono questi i numeri ufficiali, mentre è ampio il bacino di chi opera in modo abusivo, senza le necessarie autorizzazioni.  Il Ministero della Salute ha appena fatto ritirare dal mercato 9 inchiostri altamente dannosi per la pelle.

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Mens sana in corpore sano?

Una indagine del Censis sulle cose che contano per le diverse generazioni di italiani ha stabilito che (dati 2017) la cura del corpo è indicata come centrale dal 22,5% degli italiani. La percentuale è abbastanza omogenea tra le diverse classi di età; 23,6% nella classe 18-34 anni; 23,6% anche nella successiva 35-64 anni: 18,1% fra i 65 anni e oltre.

Ottime notizie quindi le tante attività che ruotano attorno ai centri di estetica, al fitness, al wellness, ai tatuaggi, ecc.

Un po’ sconfortante è invece vedere che l’antico detto “mens sana in corpore sano” non sembra confermato.

Secondo i dati del Censis, per gli italiani, avere un buon titolo di studio è ritenuto molto importante dal 13,4% delle persone giovani (18-34 anni), dal 14,2% di quelle di età centrale (35-64 anni) e dal 17,1% da quelle più anziane (65 e oltre). Solo fra queste ultime il buon titolo di studio si avvicina alla cura del corpo, comunque non superandola (17,1% contro 18,1%).

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Sport emergenti

In dieci anni il calcio a 5 (calcetto) ha raddoppiato il numero di tesserati, arrivati a 100 mila. Il paddle tennis viaggia ancora più veloce: in pochi anni ha raggiunto i 3 mila tesserati. Si può prevedere un raddoppio nei prossimi 3 anni. Di praticanti e di campi da gioco,

Fare impresa con i superfood

L’espressione “superfood” si è affermata negli ultimi anni. Si tratta di una espressione giornalistica, che serve a individuare quegli alimenti che, sulla base di dati scientifici, hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni, essendo particolarmente ricchi di vitamine, minerali, fibre, sali minerali, antiossidanti.

Non esiste una classificazione ufficiale dei “superfood”, tuttavia vi sono alcuni alimenti che unanimemente vengono riconosciuti come tali.

  1. Ha proprietàrinfrescanti, toniche, e diuretiche  e contiene sostanze che aiutano a rallentare il processo di invecchiamento, prevenendo i danni dei radicali liberi grazie alla loro potente azione antiossidante. I mirtilli hanno effetti benefici sugli occhi e per l’apparato cardio-circolatorio.
  2. Da frutto quasi dimenticato è diventato protagonista di bevande, succhi, estratti, frullati. Contiene molecole antiossidanti che hanno la capacità di proteggerci dall’azione dei radicali liberi, dei raggi ultravioletti e dagli effetti dell’inquinamento, con effetti anti-invecchiamento. Può abbassare la pressione sanguigna e contribuire alla prevenzione cardiovascolare.
  3. The verde. E’ ricco di polifenoli e agisce migliorando la circolazione sanguigna e riducendo il colesterolo. Gli vengono attribuite proprietà anticancerogene, soprattutto nel caso di tumori all’intestino e al pancreas.
  4. Bacche esotiche. A differenza delle bacche nostrane, quali mirtilli, lamponi, ribes., ecc. le bacche di Goji (Cina, Mongolia) e di Açai (Amazzonia) si sono affacciate solo recentemente sui nostri mercati. Le Goji sono multivitaminici energizzanti, caratterizzati però da un basso indice glicemico. Le bacche di Açai hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anticolesterolo e antistress. Contengono grandi quantità di fibre che aiutano a regolare l’attività intestinale e a migliorare la funzionalità dell’apparato digestivo.
  5. La polvere di cacao crudo, che a può essere usata per produrre cioccolato, è ricca di minerali, come calcio e ferro, e magnesio. E’ ricca anche di antiossidanti e contribuisce ad alzare i livelli di serotonina nel cervello, con effetti sul sonno e sull’umore.
  6. Frutta secca. Noci, nocciole, mandorle, pistacchi, sono ricchi di grassi insaturi, di ferro, magnesio, calcio, zolfo, potassio e fosforo. Sono un alimento altamente energetico, ma contribuiscono anche a riequilibrare il sistema nervoso e a combattere lo stress.
  7. E’ un vero e proprio antibiotico naturale. Specie se consumato crudo, è capace di abbassare il colesterolo e la pressione.
  8. Quinoa  .  Questo “pseudo cereale” proveniente dall’America latina contiene proteine, grassi insaturi, fibre, calcio, ferro, magnesio e vitamine.
  9. Questa microalga ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e detossificanti, oltre che un grande potere nutritivo, per cui è stata definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come il “miglior alimento del XXI secolo”.

 

Data la crescente attenzione dei consumatori agli aspetti salutistici dei cibi, è evidente che i prodotti che abbiamo indicato hanno anche notevoli potenzialità commerciali.

Le opportunità imprenditoriali si riscontrano, in ambito alimentare, soprattutto per quei cibi che abbinano proprietà salutistiche alla piacevolezza al gusto: ciò vale senz’altro per mirtilli, melograno, cacao e frutta secca. Per gli altri non è scontato e viene a dipendere dalle ricette (le bacche di Goji contribuiscono addirittura ad inibire l’appetito…).

Le potenzialità però non sono solo in ambito alimentare, ma si verificano spesso nella erboristeria e nella cosmesi, ambito dove si assiste a una forte crescita degli ingredienti bio.

Le attività imprenditoriali che possono nascere e svilupparsi con i “superfood” sono molteplici: dalla coltivazione agricola alla ristorazione, dall’import-export alla vendita al dettaglio, dalla trasformazione alimentare alla produzione erboristica e a quella cosmetica.

https://www.genesis.it/negozio/

Chi avrebbe mai immaginato che….?

Chi avrebbe mai immaginato che un giorno, come avviene oggi, la manutenzione industriale si potesse fare con i Droni e con i visori della realtà virtuale, o che fosse possibile raccogliere fondi anziché attraverso le banche attraverso delle reti informatiche (Crowdfunding)? Oppure che esistesse la possibilità della cosiddetta “realtà aumentata” per sostituire i cataloghi delle aziende di arredamento?

Per capire come è cambiata l’Italia, può essere utile fare il confronto tra le attività che erano “emergenti” tren’anni fa e quelle che lo sono oggi.

Nel 1986 il primo catalogo delle pubblicazioni di GENESIS comprendeva titoli quali:

  • Come avviare un videonoleggio
  • Come avviare un minilaboratorio fotografico
  • Come avviare una impresa di Editoria elettronica
  • Come avviare una vendita per corrispondenza
  • Come avviare una agenzia matrimoniale

Solo 30 anni fa l’informatica era ai suoi primi passi, esistevano i computer ma non ancora la digitalizzazione dei testi e delle fotografie, non esisteva Internet e i telefoni non erano gli Smartphone.

Esistevano però già allora problemi sociali che ancora oggi rimangono, forse aggravati, e che allora si tradussero in pubblicazioni quali:

  • Come avviare un Centro di servizi per gli anziani
  • Come avviare un Centro per l’infanzia

 

Se guardiamo ai titoli del nuovo catalogo di Genesis uscito da pochi giorni, ci accorgiamo di quanti cambiamenti ci siano stati da allora. Anche se l’economia ha ancora molti problemi, la piccola imprenditoria è pronta a cogliere nuove opportunità.

  • Come avviare e sviluppare una Impresa di servizi con i Droni
  • Come avviare e sviluppare un Coworking
  • Come un immobile inutilizzato può diventare una impresa redditizia

 

Però, non di sola tecnologia si tratta. Infatti, si aggiornano anche le problematiche del “sociale”.

  • Come avviare e sviluppare una Casa Famiglia
  • Come avviare e sviluppare una Rete di assistenza per anziani e disabili
  • Come avviare e sviluppare una Ludoteca per bambini

Cambiano velocemente anche le tendenze dei consumatori (alimentari e non) e sono così nati, fra gli altri, titoli quali:

  • Come avviare e sviluppare un Ristorante Bio-Vegan
  • Come avviare e sviluppare una Libreria Caffetteria
  • Come avviare e sviluppare una Pescheria Gastronomia di Pesce
  • Come avviare e sviluppare una Bio-profumeria
  • Come avviare e sviluppare un Negozio del Benessere

Anche l’ambito del tempo libero si rinnova significativamente:

  • Come avviare e sviluppare una Impresa di turismo esistenziale
  • Come avviare e sviluppare un campo di Paddle Tennis

E’ sbagliato quindi raffigurare l’Italia come un mondo statico; il mondo cambia, le trasformazioni sono tante, a anche le piccole imprese stanno dando il loro importante contributo.

https://www.genesis.it/guide-business-plan-strumenti-per-la-nuova-impresa/

Le 10 tecnologie dirompenti nel 2018 secondo l’ MIT di Boston

Uno studio del celebre Massachusetts Institute of Technology di Boston (“Ten Breakthrough technologies 2018”) ha segnalato le 10 tecnologie di rottura che stanno emergendo nel 2018.

La prima di queste è la stampa in 3D del metallo. Il 3-D Metal Printing, dice l’MIT, supera una situazione in cui la stampa tridimensionale era limitata ai materiali plastici. Con stampanti il cui costo sta scendendo al di sotto dei 100 mila Dollari, sarà possibile stampare il metallo rivoluzionando l’industria meccanica, e quella dei ricambi, con la possibilità di replicare oggetti o costruirne altri su misura del cliente.

La seconda “Breakthrough technology” è la produzione di embrioni artificiali. Anche se ciò solleva problemi etici, le cellule (anche quelle umane) potranno essere prodotte da altre cellule, così come stanno sperimentando i ricercatori della University of Michigan e della Rockefeller University.

La terza tecnologia riguarda le città dotate di sensori (“sensing cities”). Viene a questo  proposito citata la città di Toronto (Canada), in cui il design urbano viene integrato con le tecnologie digitali, tramite una fitta rete di sensori collocati in città, che elaborano dati sull’ambiente, il traffico, i rumori, i diversi accadimenti sociali. Questa rete guiderà presto anche le auto a guida autonoma, e i robot che si occuperanno delle consegne postali.

 

La quarta tecnologia è quella della Intelligenza Artificiale per tutti. Grandi aziende come Google, Amazon e Microsoft leader nella intelligenza artificiale stanno mettendo a punto sistemi che la renderanno disponibili anche alle PMI. I computer saranno in cloud e l’uso della AI (Artificial Intelligence) sarà reso molto semplice, consentendo di applicarla a molte operazioni dove il cervello umano sarà superato.

La quinta tecnologia è quella delle Reti Neurali che renderanno possibile il riconoscimento dei pedoni, in modo da aiutare le auto a guida autonoma a non sbagliare movimenti.

La sesta innovazione sarà quella di minuscoli auricolari capaci di tradurre immediatamente le altre lingue, rendendo tutti capaci di dialogare con persone straniere.

La settima tecnologia è quella che consiste nella produzione di energia completamente pulita (“carbon-free Energy”) dai gas fossili, oggi meno inquinanti del petrolio, ma pur sempre inquinanti.

L’ottava tecnologia è quella che garantirà una perfetta privacy on line. Un nuovo protocollo di crittografia garantirà una “zero-­knowledge proof “, cioè la prova che ad esempio siete maggiorenni o che avete sufficiente denaro in banca da potere fare una transazione finanziaria, senza che dobbiate dichiarare la vostra data di nascita o rivelare on line i dati dei vostri conti bancari.

La nona tecnologia è quella di una sorta di carta d’identità genetica (“Genetic Fortune Telling”), attraverso cui sarà possibile calcolare il vostro punteggio di rischio (“polygenic risk scores”) riguardante la probabilità di rischio, ad esempio, di un determinato tipo di cancro, o di contrarre la malattia di Alzheimer. Questo con un beneficio per la medicina e l’industria dei farmaci.

La decima tecnologia è infine quella di computer superpotenti, che potranno ad esempio modellare nuove molecole, creando medicinali più potenti o batterie più performanti, celle solari molto più efficienti oppure composti capaci di trasformare la luce del sole direttamente in un combustibile liquido.

La forza dell’economia circolare e della sharing economy, pur con tante differenze – Parte 2/2

Se l’economia circolare, come abbiamo visto nel precedente Post, offre opportunità di impresa a livello locale, e in qualche modo “fertilizza” il territorio, la cosiddetta “sharing economy” rischia di avere un effetto opposto, quello di impoverirlo.
La “Sharing economy” si basa anch’essa su un concetto nuovo di uso di un bene o servizio, che non viene acquistato ma “condiviso”: così i passaggi in auto con Uber. Oppure le case di Airbnb, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare.
Già nel 2000 il famoso economista Jeremy Rifkin, nel suo “L’era dell’accesso, Mondadori, Milano) aveva detto che lo scopo delle persone è sempre meno quello di ammassare proprietà, e sempre più quello di accedere a consumi e opportunità di vita, indipendentemente dalla proprietà dei beni fisici. Addirittura il possesso di certi beni (automobili, macchinari) si rivela una palla al piede e gli si preferisce sempre più l’utilizzo di servizi (noleggi, leasing, ecc.).
Oggi, di fatto, chi gestisce questo incontro tra domanda e offerta sono grandi piattaforme straniere, che per prime si sono mosse e affermate. Se da Bologna voglio andare a Milano e chiedo a Uber un servizio di trasporto, ad esempio, dovrò pagare un servizio su un conto californiano, lasciare una commissione per la intermediazione, per poi essere messo a contatto con un poveraccio italiano, che sottopagato mi condurrà a destinazione, per un compenso basso anche perché decurtato dall’intermediario.
Un vero e proprio controsenso. Cosa rimarrà alla economia italiana se per organizzare funzioni tutto sommato banali dovremo farci intermediare da una piattaforma californiana, arricchendola e lavorando sottopagati?
Bene fa l’Unione Europea a pretendere che queste piattaforme paghino regolarmente le tasse e rispettino le leggi sul lavoro e sulla sicurezza dei clienti (ultimo episodio la ragazza dell’ambasciata britannica a Beirut, violentata e uccisa da un autista trovato attraverso una piattaforma Sharing).
Bene fanno quelle start up italiane che si organizzano per imitare e migliorare i servizi delle piattaforme più famose, che hanno sì una notorietà internazionale, ma spesso offrono servizi standardizzati che possono essere migliorati da chi conosce meglio la clientela locale.

La forza dell’economia circolare e della sharing economy, pur con tante differenze – Parte 1/2

Il comportamento di noi consumatori sta cambiando notevolmente. L’atteggiamento puramente consumistico, forse anche per effetto della crisi, si è evoluto, lasciando spazio a modalità diverse di utilizzo dei beni.
Sono cresciute la responsabilità verso gli oggetti e la sensibilità ecologica e, circa il potenziale impatto dei rifiuti sull’ambiente. E’ poi subentrata una consapevolezza del fatto che i beni non necessariamente devono essere acquistati e detenuti in proprietà, se possono esservi forme più razionali di utilizzo.
Il primo cambiamento spesso viene definito come “economia circolare”. Un bene che non interessa più, non necessariamente deve finire nel cassonetto. Può essere donato, venduto, trasformato. Altre persone potranno riutilizzarlo, allungandone la vita; in alcuni casi saranno delle imprese a trasformare un rifiuto in una materia prima per altri processi produttivi.
In Italia il 95% dei pannelli di legno per arredi, edilizia, ecc. provengono da legno riciclato; gli indici di riciclaggio della plastica e della carta sono fra i più alti d’Europa; le deiezioni degli allevamenti bovini e suini vengono spesso utilizzati come materia prima per produrre biogas e quindi energia; gli sfalci dell’erba vengono trasformati in alcune città in concime per piante (compost).
Secondo l’Osservatorio sulla “Second Hand Economy” il mercato dei prodotti usati ha in Italia un valore (2016) che si aggira intorno ai 19 miliardi di euro. Predominano le auto, ma da non trascurare sono i beni per la casa e la persona, i prodotti elettronici e l’area sport & hobby.
In questo mercato il canale on line incide per 7,1 miliardi, quindi per il 37,3% del totale.
Il 15% della popolazione italiana –afferma l’Osservatorio- acquista o vende online, e tale attività consente a ogni singolo cittadino di guadagnare o risparmiare mediamente 900 euro all’anno.
Se Internet è riconosciuto come un canale che permette di risparmiare tempo (lo dice il 66% degli intervistati) e di accedere a una offerta più ampia (66%), comprare offline (nei mercatini, nelle concessionarie, ecc.) permette di «toccare con mano» l’effettiva qualità e fattura del bene in cui si è interessati (59%).
Coloro che non acquistano l’usato perché preferiscono comprare oggetti nuovi (43%) sono invece in calo, se messi a confronto con i dati degli anni precedenti.
Vi è poi la nicchia del vintage, che riguarda il 10% della popolazione di chi acquista o vende on line.
Quali opportunità imprenditoriali nascono da questo sviluppo della economia circolare? Ai livelli di una microimpresa, l’apertura di mercatini dell’usato, di laboratori artigiani di restauro e reinvenzione creativa di oggetti (come le borse ricavata da vecchi jeans), di piattaforme Internet per l’incontro fra chi cerca e chi vende oggetti usati, ad esempio nelle nicchie del vintage o del collezionismo.
A un livello di investimenti più alto, le attività di raccolta, trasformazione e rivendita di materie prime quali il legno, la plastica e il vetro, pur già molto diffuse in Italia, potrebbero trovare ulteriore sviluppo in aree geografiche attualmente non servite.

Dove soffia il vento della ripresa?

I dati del PIL ci dicono che, se pure meno di quanto avviene a livello internazionale, l’economia italiana è in ripresa. Per ultimi, i dati della “Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2017” curata da dal centro studi di Intesa Sanpaolo, indicano che il risparmio riprende ad aumentare e così pure i progetti di investimento delle famiglie italiane.
Il risparmio è sempre di meno “difensivo”, per resistere alla crisi, e sempre più progettuale, per dare vita a nuove iniziative.
Questo è molto incoraggiante, anche per la creazione di nuove imprese: ma dove si apriranno opportunità di investimento?
L’economia è comunque cambiata, e le nuove opportunità saranno diverse da quelle ante-crisi.
Come Genesis siamo impegnati nel progetto di ricerca “Opportunità imprenditoriali – 2018”, che è ancora alle prime battute, ma alcune indicazioni già emergono, in diverse attività legate alla digitalizzazione delle imprese, alla internazionalizzazione, alla produzione di contenuti culturali, alla rifuzionalizzazione di immobili dismessi (il cui numero si è dilatato durante la crisi), ma anche sul versante privato in tanti servizi e attività commerciali, normalmente di nicchia.
La nicchia specializzata è ciò su cui deve concentrarsi un piccolo imprenditore nella Italia di oggi; non ha senso cercare di imitare i modelli globali dei colossi della Silicon Valley. L’impresa italiana si è sempre distinta per la qualità delle sue specializzazioni e dei suoi servizi, e così penso che sarà anche nella nuova fase.

Come la Siemens sostiene le Start Up

La Siemens AG di Monaco di Baviera è diventata la più grande azienda europea (oltre 350 mila dipendenti).
Siemens offre una gamma molto ampia e diversificata di prodotti e sistemi ad alta tecnologia:
• nella industria manifatturiera (turbine, generatori, trasformatori e tecnologie motrici, sistemi di automazione, ecc.);
• nelle infrastrutture (locomotive, sistemi ferroviari, reti intelligenti, sistemi di mobilità urbana, ecc.);
• nell’energia (eolico, solare, olio e gas, fossile e fino alla catastrofe di Fukushima del 2011 anche nell’atomo);
• nella medicina (macchinari per risonanza magnetica, radiografie, TAC, laboratori diagnostici, ecc.).

Tramite la società controllata Siemens Venture Capital, vengono effettuati investimenti su numerose Start Up, che hanno tutto uno spiccato profilo tecnologico.

• PYREOS Ltd ha sviluppato e offre sensori infrarossi per la rilevazione di gas collocati su film sottili ad alta prestazione. La società è stata fondata nel 2005 a Edinburgo, in collaborazione con altri 5 investitori, tra cui lo Scottish Venture Fund e la società Robert BOSCH Venture Capital.
• SYMEO GmbH ha sviluppato e produce componenti e sistemi completi per la misurazione a distanza e per il posizionamento basato su rilevazioni di radar locali, che possono avere importanti applicazioni industriali. Questi sistemi sono capaci di funzionare anche in condizioni estreme, di temperature, vibrazioni, polveri, ecc. La società è stata fondata nel 2005 a Neubiberg in Germania.
• ARELION GmbH offre strumenti software che riescono a risolvere problemi complessi di ottimizzazione quantitativa. La società è stata fondata nel 2012 a Hagenberg in Austria, in seguito a una stretta collaborazione con la Università di Linz.
• ODOS IMAGING Ltd è una impresa tecnologica specializzata nello sviluppo di sistemi di sensori che catturano video in 3D ad alta risoluzione. La società offre componenti e sistemi completi, che si prestano ad usi industriali, per l’automazione, la logistic, sistemi di traffico, ecc. La società è stata fondata nel 2010 a Edinburgo (Regno Unito).
• ENOCEAN GmbH è leader nello sviluppo di sistemi di sensori Wireless e senza batterie, che possono ad esempio emettere segnali radio. Questi sensori comportano costi più bassi per la installazione e significativi risparmi energetici. La società è stata fondata nel 2001 a Oberhaching in Germania.
• POLYIC GmbH, fondata nel 2003 a Fürth (Germania) produce componenti elettronici di plastica flessibile in poliestere, che consentono di realizzare targhette RFID che vengono impiegate nella logistica, nei display, nella sicurezz e in altre applicazioni.
• PANORATIO DATABASE IMAGES è stata fondata nel 2003 a Monaco di Baviera, in seguito a un investimento fatto congiuntamente da Siemens Venture Capital e da Siemens Technology Accelerator, insieme d altri investitori. La società si occupa di immagazzinare grandi volumi di dati, fornendo anche software per la loro analisi statistica.
• OPTIMISE GmbH è una società fondata nel 2001 a Karlsruhe (Germania). Sviluppa software per la analisi e la ottimizzazione di test di verifica nei semiconduttori e nell’industria elettronica. Le industrie che utilizzano i software di OPTIMISE riducono i costi e il tempo richiesto per i test, ricevendo elaborazioni statistiche avanzate.
• SPHERE MEDICAL PLC, fondata nel 2002 a Cambridge (Regno Unito) produce dispositivi medici per la misurazione non invasiva dei parametri sanguigni, trasmettibili on line agli specialisti per la cura del paziente. Dal 2011 è quotata alla Borsa di Londra.
• SESMOS Ltd è stata fondata nel 2011 a Edinburgo (Regno Unito), sulla base di una collaborazione con la locale Università. Fornisce servizi e programmi di ricerca alla industria farmaceutica, basati sulla applicazione di un processo innovativo di screening e validazione di nuovi farmaci, che si avvale della collaborazione con la tecnologia a biosensori sviluppata da Siemens.

Estratto dalla pubblicazione di Genesis, “INVESTIRE NELLE START UP. Il sistema delle grandi imprese tedesche per rafforzarsi e innovare. Lezioni per l’Italia”. © GENESIS srl –Bologna 2017, La pubblicazione analizza 15 casi di grandi aziende. Per informazioni segreteria @genesis.it