Collana Stat Up

Come la Siemens sostiene le Start Up

La Siemens AG di Monaco di Baviera è diventata la più grande azienda europea (oltre 350 mila dipendenti).
Siemens offre una gamma molto ampia e diversificata di prodotti e sistemi ad alta tecnologia:
• nella industria manifatturiera (turbine, generatori, trasformatori e tecnologie motrici, sistemi di automazione, ecc.);
• nelle infrastrutture (locomotive, sistemi ferroviari, reti intelligenti, sistemi di mobilità urbana, ecc.);
• nell’energia (eolico, solare, olio e gas, fossile e fino alla catastrofe di Fukushima del 2011 anche nell’atomo);
• nella medicina (macchinari per risonanza magnetica, radiografie, TAC, laboratori diagnostici, ecc.).

Tramite la società controllata Siemens Venture Capital, vengono effettuati investimenti su numerose Start Up, che hanno tutto uno spiccato profilo tecnologico.

• PYREOS Ltd ha sviluppato e offre sensori infrarossi per la rilevazione di gas collocati su film sottili ad alta prestazione. La società è stata fondata nel 2005 a Edinburgo, in collaborazione con altri 5 investitori, tra cui lo Scottish Venture Fund e la società Robert BOSCH Venture Capital.
• SYMEO GmbH ha sviluppato e produce componenti e sistemi completi per la misurazione a distanza e per il posizionamento basato su rilevazioni di radar locali, che possono avere importanti applicazioni industriali. Questi sistemi sono capaci di funzionare anche in condizioni estreme, di temperature, vibrazioni, polveri, ecc. La società è stata fondata nel 2005 a Neubiberg in Germania.
• ARELION GmbH offre strumenti software che riescono a risolvere problemi complessi di ottimizzazione quantitativa. La società è stata fondata nel 2012 a Hagenberg in Austria, in seguito a una stretta collaborazione con la Università di Linz.
• ODOS IMAGING Ltd è una impresa tecnologica specializzata nello sviluppo di sistemi di sensori che catturano video in 3D ad alta risoluzione. La società offre componenti e sistemi completi, che si prestano ad usi industriali, per l’automazione, la logistic, sistemi di traffico, ecc. La società è stata fondata nel 2010 a Edinburgo (Regno Unito).
• ENOCEAN GmbH è leader nello sviluppo di sistemi di sensori Wireless e senza batterie, che possono ad esempio emettere segnali radio. Questi sensori comportano costi più bassi per la installazione e significativi risparmi energetici. La società è stata fondata nel 2001 a Oberhaching in Germania.
• POLYIC GmbH, fondata nel 2003 a Fürth (Germania) produce componenti elettronici di plastica flessibile in poliestere, che consentono di realizzare targhette RFID che vengono impiegate nella logistica, nei display, nella sicurezz e in altre applicazioni.
• PANORATIO DATABASE IMAGES è stata fondata nel 2003 a Monaco di Baviera, in seguito a un investimento fatto congiuntamente da Siemens Venture Capital e da Siemens Technology Accelerator, insieme d altri investitori. La società si occupa di immagazzinare grandi volumi di dati, fornendo anche software per la loro analisi statistica.
• OPTIMISE GmbH è una società fondata nel 2001 a Karlsruhe (Germania). Sviluppa software per la analisi e la ottimizzazione di test di verifica nei semiconduttori e nell’industria elettronica. Le industrie che utilizzano i software di OPTIMISE riducono i costi e il tempo richiesto per i test, ricevendo elaborazioni statistiche avanzate.
• SPHERE MEDICAL PLC, fondata nel 2002 a Cambridge (Regno Unito) produce dispositivi medici per la misurazione non invasiva dei parametri sanguigni, trasmettibili on line agli specialisti per la cura del paziente. Dal 2011 è quotata alla Borsa di Londra.
• SESMOS Ltd è stata fondata nel 2011 a Edinburgo (Regno Unito), sulla base di una collaborazione con la locale Università. Fornisce servizi e programmi di ricerca alla industria farmaceutica, basati sulla applicazione di un processo innovativo di screening e validazione di nuovi farmaci, che si avvale della collaborazione con la tecnologia a biosensori sviluppata da Siemens.

Estratto dalla pubblicazione di Genesis, “INVESTIRE NELLE START UP. Il sistema delle grandi imprese tedesche per rafforzarsi e innovare. Lezioni per l’Italia”. © GENESIS srl –Bologna 2017, La pubblicazione analizza 15 casi di grandi aziende. Per informazioni segreteria @genesis.it

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La strategia BMW per le Start Up

La grande casa automobilistica di Monaco di Baviera, è una delle grandi imprese tedesche che investono massicciamente, e a livello globale, in start up innovative.
BMW opera attraverso la sua società BMWI VENTURES. Attraverso questo “braccio” operativo finanziario, BMW effettua investimenti sulle Start Up per sviluppare i temi legati alla mobilità del futuro e a quello che definisce come il “mobility service ecosystem” di BMW, caratterizzato dalla connessione in rete dei veicoli, ma anche dall’uso di motori elettrici.
LIFE360 è una Start Up con sede a San Francisco. Il suo prodotto principale è una APP che aiuta a rimanere connessi con la famiglia e gli amici: l’utente può vedere tutti i membri del suo gruppo, ad esempio i genitori possono vedere i figli su una mappa privata, comunicare con loro, inviare messaggi e ricevere richieste di aiuto in caso di necessità. L’integrazione di LIFE360 con il sistema BMW di navigazione dell’automobile consente di essere guidati da quest’ultima verso uno dei membri del gruppo. Le conversazioni telefoniche possono essere fatte attraverso il sistema audio dell’automobile.
JUSTPARK è uno dei leader europei di software per la prenotazione di parcheggi. Il servizio mette in contatto chi ha necessità di parcheggiare l’automobile con persone che possono offrire spazi di parcheggio. La APP consente di individuare il parcheggio migliore e di prenotarlo on line. La società ha sede a Londra.
MOOVIT offre la possibilità di scegliere attraverso una APP il percorso migliore per raggiungere una meta, anche alternando il mezzo private con quello pubblico o quello condiviso (car sharing).
La Start Up ZENDRIVE ha lo scopo di rilevare dati sulla guida di una vettura, mediante l’uso di uno smartphone. I dati, elaborati da un centro statistico, aiutano a migliorare la guida, a conoscere il comportamento del guidatore e a misurare il suo grado di rischio, a fini assicurativi.
ZIRX offre un servizio che indica la posizione dell’utente in caso di necessità di soccorso, garantendo il rapido arrivo di personale di soccorso per il parcheggio dell’automobile in un garage sicuro. ZIRX ha sede a San Francisco (USA). Ha cambiato recentemente il nome in STRATIM.
Per chi guida un’automobile elettrica, trovare il modo di ricaricarla non è facile. La Start Up CHARGEPOINT è leader nella offerta di punti di ricarica. La società progetta e costruisce i dispositive per la ricarica. CHARGEPOINT ha sede a Campbell (California, USA).
CHARGEMASTER è il principale fornitore di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici nel Regno Unito. In Europa la società serve oltre 50 mila clienti. La società fornisce soluzioni pratiche e flessibili come punti di ricarica domestici, stazioni progettate per specifici usi e stazioni di ricarica pubblica. CHARGEMASTER ha sede a Luton (Regno Unito). La collaborazione con BMW si concentra sul mettere a disposizione posti e punti di ricarica per il servizio di car sharing DriveNow.
A New York BMW ha anche creato uno spazio di Coworking (BMW Coworking Space) per le Start Up che sviluppano soluzioni sulla mobilità del futuro.

Estratto dalla pubblicazione di Genesis, “INVESTIRE NELLE START UP. Il sistema delle grandi imprese tedesche per rafforzarsi e innovare. Lezioni per l’Italia”. © GENESIS srl –Bologna 2017, La pubblicazione analizza 15 casi di grandi aziende. Per informazioni segreteria @genesis.it

Chi crea Start Up tecnologiche?

Una indagine del tedesco Kreditanstalt fuer Wiederaufbau ha mostrato che su 100 donne che aprono una nuova impresa, il 13% offre prodotti o servizi digitali. La percentuale sale invece fra gli uomini, con in quali diventa del 23%.
Distinzioni significative, anche se non nettissime, emergono anche per le diverse fasce età.
Su 100 giovani tedeschi di 18-30 anni che prono una nuova impresa il 23% si indirizza verso prodotti e servizi digitali. La percentuale scende al 18% fra i creatori di 31-40 anni, e al 14% fra quelli di 41-50 anni, ma risale al 15% fra quelli di 51 anni e oltre.

Quanto bisogno ci sarebbe di investimenti del Venture Capital

Una recente ricerca di Genesis mostra quanta strada ci sia ancora da fare per trovare investitori per le start up italiane.
La ricerca, intitolata “Investire nelle Start Up. Il sistema delle grandi imprese tedesche per rafforzarsi e innovare”, ricostruisce gli investimenti di 15 grandi società di Venture Capital tedesche, legate a grandi imprese dell’industria (BMW, Siemens, ecc,) e dei servizi (Allianz, Commerzbank, ecc.).
Ebbene, quando si vanno a esaminare le destinazioni geografiche di 227 investimenti in start up effettuati nel 2016, l’Italia è assente.
I Venture Capital tedeschi investono soprattutto in start up con sede in Germania (54,2%), Stati Uniti (22,5%), paesi nordici (4,8%), Austria-Svizzera (2,6%), Israele (2,6%).
L’Italia non compare neppure nell’aggregato “Altri paesi”, dove ci sono Singapore, Cipro, Brasile, ecc., ed è superata dalla Spagna (0,9%).
La cosa mi sembra preoccupante, dati gli intensi legami economici che ci sono sempre stati tra Italia e Germania. Evidentemente questi legami riguardano le aziende già consolidate, non le start up.
Ci si può forse consolare pensando che l’Italia è in buona compagnia, in quanto anche la Francia è assente dagli investimenti tedeschi.
C’è però da dire che in Francia c’è un vivace mercato nazionale del Venture Capital, cosa che in Italia manca.
Insomma, la strada da fare è veramente tanta.

C’è chi investe sulle start up: i tedeschi!

La notizia che il portale di consegne a domicilio “Pizza BO” è stato acquistato per oltre 50 milioni di Euro ha mostrato che in Europa c’è chi investe, eccome, sulle start up innovative.
Rocket Internet è una società per azioni (Aktiengesellschaft) con sede a Berlino, quotata alla Borsa di Francoforte. E’ stata fondata da tre fratelli e compartecipata da società finanziarie.
La sua prima grande operazioni di investimento è stata nella creazione di Zalando, società di vendita on line di articoli di abbigliamento, leader in Europa che oggi ha raggiunto un fatturato di oltre 1 miliardo di Euro.
Oggi Rocket ha un patrimonio di 2,6 miliardi di Euro, che investe in start up dotate di un valido business plan.
Le start up prese in considerazione devono appartere a 4 settori.
Il primo è quello delle E-commerce companies specializzate nella vendita al dettaglio di “Fashion, general merchandise, home & living and food & grocery”.
Esempi in tale senso sono stati finora:
• Dafiti: portale brasiliano di calzature per donna.
• Home24: Mobili e arredamento online per la casa.
• Jabong: portale indiano per vestiti, scarpe, orologi e occhiali da sole per uomo, donna e bambino.
• Jumia: portale nigeriano per prodotti elettronici, articoli sportivi telefoni, accessori auto, moda e libri.
• Lamoda: accessori di design e articoli di moda.
• Linio: computer, orologi, prodotti elettronici, elettrodomestici sul mercato latino-americano.
• Namshi: portale saudita per vestiti, scarpe e accessori di moda.
• Westwing: accessori e mobili per la casa (mercato tedesco).
• Zalora: portale della moda on line in Malesia.
• Zanui: mobili e articoli per la casa per il mercato australiano.

Il secondo settore è quello di imprese che creano dei punti d’incontro (market place) che per la vendita di alcuni servizi: servizi immobiliari, compravendita di veicoli, servizi domestici e “food delivery”.
Esempi di start up su cui Rocket ha investito:
• Foodpanda: food delivery service in Malesia con prenotazione on line.
• HelloFresh: consegne di cibi a domicilio.
• Helpwing: prenotazione on line di servizi di pulizia per la casa.
• Nestpick piattaforma per la prenotazione di affitti online per Italia, Spagna, Francia e Regno Unito.
• Tripda: piattaforma di car pooling.
• Wimdu: Appartamenti, Case Vacanze e Camere in affitto.
• ZipJet: servizi di lavanderia a Londra.

Il terzo settore è quello di imprese che forniscono servizi finanziari focalizzandosi “on facilitating payments and on bringing together borrowers and lenders in regions and segments that are underserved by traditional banks, particularly in the consumer and small and medium-sized enterprise segments”.
Esempi in tale senso sono stati finora:
• Lendico: portale di peer to peer lending (prestiti diretti tra risparmiatori e PMI).
• Paymill: soluzione di pagamento per negozi on line.

Il quarto settore, selezionato recentemente (2014) è quello dei viaggi (Travel), in cui Rocket vede grandi potenzialità di sviluppo, specie pei paesi emergenti.
Esempi:
• Travel Birds: portale specializzato in pacchetti turistici completi.
• Traveloka: portale leader in Indonesia nei viaggi on line.

Le città più attive nel sostegno delle start up

Una recente ricerca di ThomsonReuters ed Ernst Young ha calcolato quante operazioni di Venture Capital per nuove imprese tecnologiche vengono effettuate all’anno nelle principali città europee (anni 2013-2014).
La prima città è Londra, con 106 operazioni all’anno. Segue Berlino con 83 operazioni. Vengono poi distaccate Parigi (38), Barcellona (22), Monaco di Baviera (18), Dublino (18) e Mosca (17).
Seguono poi Madrid, Stoccolma, Helsinki, Amburgo, Copenaghen, Amsterdam, Zurigo e Vienna (ultima con 6 operazioni all’anno).
Nessuna città italiana, quindi né Milano né Roma, figurano nella classifica delle città attive nel sostegno delle start up. La Germania invece ha ben tre “campioni”, la Spagna due, Gran Bretagna e Francia uno ciascuno.
Un dato significativo.

Inventori e idee vincenti ai tempi di Gulliver

Inghilterra inizio del 18° secolo, anni di fermento scientifico e di grandi scoperte, gli anni di Isacco Newton.
Jonathan Swift, nel suo “Gulliver” scatena la sua penna sugli ambienti scientifici del tempo. Vale la pena di rileggere alcuni dei suoi quadretti sarcastici (I viaggi di Gulliver, Parte terza), che richiamano alla mente alcune situazioni attuali, tipiche del mondo degli inventori e di quelli che oggi si chiamano “startupper”. Anche allora non era facile capire quali fossero le idee vincenti.

“Un architetto geniale aveva inventato un nuovo sistema di costruire le case cominciando dal tetto per finire con le fondamenta; e giustificava la sua trovata con l’esempio di ciò che fanno l’ape e
il ragno, due insetti di assoluta intelligenza”.
(…)

“Un accademico, cieco dalla nascita, aveva sotto di sé parecchi apprendisti
non meno ciechi di lui: essi si occupavano di mescolare i colori per i pittori; e il
maestro insegnava agli scolari a distinguere le tinte per mezzo del tatto e
dell’olfatto (by feeling and smelling)”.

(…)
“Un accademico che visitai aveva il volto magro e spaurito da far
compassione, la barba e i capelli incolti, la pelle color tabacco; gli abiti, la
camicia e la pelle erano dello stesso colore. Da 8 anni lavorava a un
progetto per estrarre dei raggi di sole dalle zucche, affinché fosse
possibile, dopo averli chiusi ermeticamente in alcuni flaconi, di servirsene
per riscaldare l’aria nelle stagioni fredde e umide. Mi disse che sperava, entro i
prossimi anni, di fornire ai giardini del governatore dei raggi solari a un
prezzo conveniente. Si lamentò però d’esser povero, e mi chiese qualche soldo a
guisa d’incoraggiamento, tanto più che le zucche erano piuttosto care
quell’anno”.

(…)
“In un’altra stanza feci la piacevole conoscenza d’un inventore, che aveva elaborato un nuovo sistema per lavorare la terra senza strumenti, risparmiando la spesa dei cavalli e dei buoi,
dell’aratro e degli operai. Bastava nascondere sotto terra diversi vegetali di cui i maiali sono ghiottissimi, come ghiande, datteri o castagne; poi sparpagliare per ogni acro di superficie circa seicento di codesti animali. In breve tempo i maiali non solo avrebbero smosso la
terra col muso e con le zampe in modo da potervi seminare, ma l’avrebbero
contemporaneamente concimata coi loro escrementi”.

(…)
“Un’altra stanza era tappezzata di tele di ragno, tanto che lo scienziato ivi
racchiuso stentava a muoversi. Costui andava deplorando l’accecamento degli uomini
che per tanto tempo si erano serviti dei bachi da seta, quando esistevano tanti
insetti domestici capaci non solo di filare, ma anche di tessere. Egli sperava di
fare risparmiare anche la spesa per la tintura dei tessuti, dando da mangiare ai
suoi ragni gran numero di mosche di diversa razza e di svariati e brillanti colori”.
(…)
“Il mio cicerone mi fece entrare nella stanza d’un illustre medico,
veramente benemerito per avere scoperto il segreto per guarire le coliche con un
semplice strumento meccanico. Si serviva di un soffietto dotato d’un lungo e sottile tubo d’avorio, che insinuava nell’ano per circa 8 pollici di profondità. Grazie a questa specie di
clistere a vento, egli era sicuro di aspirare via tutte le flatulenze
interne ripulendo le viscere e rendendole piatte come una vescica vuota. Quando il male era molto grave, egli riempiva il clistere d’aria, introduceva il tubo e scaricava tutto quel vento nel corpo dell’ammalato; poi ritirava il soffietto per riempirlo ancora badando a tenere tappato l’orifizio del
paziente col dito pollice. Quando l’operazione era stata ripetuta tre o quattro
volte, il vento introdotto e compresso prorompeva fuori con tal forza da portar
via seco tutti i vapori nocivi, come l’acqua ripulisce i condotti d’una pompa; e il
malato era bell’e guarito”.
(…)
“Visitai poi la scuola di matematica, in cui trovai un professore che
adoperava, per l’istruzione dei suoi scolari, un metodo che in Europa nessuno
sarebbe mai stato capace d’inventare. Ogni dimostrazione, proposizione o
teorema veniva scritto sopra una piccola ostia, con uno speciale inchiostro di
succo cefalico. Lo studente inghiottiva l’ostia e stava a digiuno per 3 giorni,
nutrendosi solo d’un pò di pane e acqua. Durante la digestione dell’ostia, il
succo cefalico saliva al cervello e vi recava l’esercizio o il teorema desiderato”.
(…)
“Un dottore in politica proponeva uno strano modo per assicurare la
tranquillità del paese, qualora le troppo ardenti passioni politiche la
minacciassero. La sua ricetta ora questa: prendere un centinaio di caporioni di
ciascuno dei due partiti e accoppiarli a seconda della grossezza delle loro teste;
poi far segare da un valente chirurgo i due crani di ciascuna coppia, in modo
che ogni cervello restasse diviso in due parti eguali; quindi applicare l’occipite
dell’uno, col relativo mezzo cervello, al mezzo cranio dell’altro. Naturalmente
ogni coppia doveva comporsi di uomini di opposto partito e d’eguale capacità
cranica”.
(…)
“Due accademici discutevano con calore come crescere le imposte. Il primo proponeva di tassare i vizi e
le pazzie degli uomini, ciascuno dei quali sarebbe giudicato secondo le
referenze dei suoi vicini. Ma l’altro propugnava invece che si dovesse imporre una tassa sui pregi del corpo e dell’animo che
ognuno vantava di possedere; e la tassa fosse progressiva secondo i gradi di tali
belle qualità. La tassa più forte andava imposta ai bellimbusti e
ai donnaioli, in proporzione del numero e dell’importanza delle loro conquiste,
sempre secondo le loro stesse dichiarazioni. Così pure si doveva gravare
sullo spirito, il coraggio, l’eleganza del portamento, in
proporzione dell’opinione che ciascuno aveva di possedere codesti pregi; invece
si potevano lasciare esenti da ogni tassa l’onore, la probità, la prudenza, la
modestia: sia perché troppo rare, sia perché nessuno le avrebbe riscontrate in sé
stesso né riconosciute nei vicini, in quanto non avrebbero mai fruttato nulla”.

Governare i flussi finanziari

cover3_start-up-package_Il-punto-di-massimo-indebitamentoMolte nuove imprese hanno difficoltà a gestire la situazione della liquidità e per questo motivo rischiano di entrare ben presto in affanno finanziario, se non addirittura in una situazione di serio pericolo di fallimento.
Senza liquidità, cioè senza risorse immediatamente impiegabili per pagare fornitori, collaboratori, tasse, ecc. una impresa cessa di funzionare. Nella sua tipica mentalità, lo Start Upper tende a sottovalutare i temi finanziari, in quanto spesso pensa che una buona o eccellente innovazione tecnologica non possa non generare altro che abbondanti cash-flow. La stampa ha una parte di colpa nel formarsi di questa erronea concezione, in quanto celebrando i successi straordinari di poche eccezionali aziende (da Google a Facebook) mette del tutto in ombra la concreta realtà di milioni di Start Up che nel mondo sono pure partite con ottime idee, ma non hanno avuto il successo a cui potevano aspirare, in molti casi proprio perché non erano suppor-tate da un’adeguata strategia finanziaria. La speranza inconscia di chi avvia una impresa è che questo aspetto non esista, e che le vendite dei propri prodotti e servizi siano sufficienti a generare tutta la liquidità necessaria.

Purtroppo non è così scontato. Il ritardo in un incasso, una spesa straordinaria, la mancata previsione di uscite fiscali possono complicare la scena e portare a seri squilibri, che inizialmente verranno gestiti ritardando finché possi-bile i pagamenti ai fornitori (con conseguenze comunque negative sulla qualità delle collaborazioni in corso) e poi cercando affannosamente e disordinatamente fonti di finanziamento, con esiti non sempre soddisfacenti.

(altro…)

Raggiungere un reddito soddisfacente

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L’avvio di una Start Up avviene sulla base di una idea innovativa, le cui prospettive sono ovviamente incerte, data anche la novità dei beni e servizi proposti.
Le reazioni della potenziale clientela possono anche essere state sondate con un’apposita indagine, e la concorrenza può essere stata studiata attentamente.
Tuttavia il grado di incertezza resterà elevato per tutta la fase iniziale, e potrà ridursi in parte soltanto quando l’impresa si sarà inserita stabilmente nel mercato.
Per “navigare” in un contesto così ricco di incognite la start up deve possedere una struttura flessibile, capace di adattarsi agli imprevisti e di cogliere rapidamente le opportunità che si presenteranno.
Dovrà essere un veicolo leggero e veloce, ma queste doti dipenderanno in ultima istanza dalla struttura dei suoi costi.
Conoscere il proprio Punto di Pareggio è fondamentale, ma ancora più importante è governare questa variabile, costruendo una impresa la cui struttura dei costi consenta un elevato grado di flessibilità e quindi faciliti il raggiungimento di un reddito soddisfacente per i soci.
Spesso però, quando iniziano l’attività, le nuove imprese non hanno una chiara visione dei costi a cui andranno incontro.
Primo compito del consulente è quello di fare loro un quadro completo, ricordando anche aspetti che non sempre sono considerati.
Altra funzione utile del consulente è quella di mostrare la pluralità dei modi con cui un problema operativo può essere affrontato. Una soluzione organizzativa diversa può infatti portare a una riduzione o alla eliminazione di un costo.
Non sempre, poi, è assolutamente prioritario ridurre un determinato costo. Un costo può essere più elevato, ma servire a migliorare la produttività dell’azienda e ad aumentarne la redditività.
Ultimo errore frequente dell’imprenditore senza esperienza è quello di non vedere l’azienda come un organismo destinato ad evolversi e a cambiare nel tempo. La struttura organizzativa, e dei costi, con cui l’impresa inizia l’attività è solo la base di una evoluzione futura che è possibile prevedere almeno in un orizzonte di medio periodo.