Pochi “Unicorni” tra le start up italiane

Ciò che dovrebbe caratterizzare una start up tecnologica, rispetto a una generica nuova impresa, è la sua capacità di crescere rapidamente, raggiungendo elevati livelli di fatturato e di valore economico.
Spesso in Italia questo non avviene, a causa del contesto esterno, ma anche dei limiti manageriali degli start upper, molto concentrati sugli aspetti tecnici e spesso poco dotati dal punto di vista delle conoscenze economiche e finanziarie.
Una indagine pubblicata sul Financial Times e la Frankfurter Allgemeine Zeitung è impietosa: se si prendono le Start Up tecnologiche che sono riuscite a raggiungere un valore di borsa superiore al miliardo di dollari si scopre che in Europa queste sono Per il 40,4% britanniche, per il 26,5% Svedesi, per il 18,0% tedesche, per il 7,4% finlandesi, per il 6,7% francesi.
L’Italia, che ha più di 5 volte gli abitanti della Svezia e più di 10 volte quelli della Finlandia, si ferma all’ 1,9%, poco più in alto dell’Irlanda!
Tra le più brillanti Start Up europee (quelle che lo studio chiama “unicorni”) vi sono gli e-commerce di moda Zalando (Germania) e Boohoo (Gran Bretagna), l’online food-ordering service Delivery Hero (Germania), la piattaforma di music-streaming Spotify (Svezia), il portale di viaggi eDreams (Spagna), il più grande portale europeo per l’arredamento Home 24 (Germania), la compagnia per i pagamenti telefonici Monitise (Gran Bretagna) e il gruppo per pagamenti online Klarna (Svezia).

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