I nuovi imprenditori nell’economia italiana. Breve storia del dopoguerra (Parte 3/5) – Gli anni Ottanta

Il panorama economico degli anni ’80 è positivo, anche se non più esplosivo come negli anni del boom.
L’economia cresce a un ritmo medio del 2,3% annuo, e nel decennio non si verificano anni di recessione.
Continua il trend verso l’internazionalizzazione delle produzioni, e le aziende si riorganizzano per diventare più competitive.
Se nel periodo precedente le nuove imprese avevano creato migliaia di laboratori e aziende di produzione, ora si entra in una fase di “terziarizzazione”, cioè di diffusione di servizi.
Nasce allora il concetto di “servizio alle imprese” o di “servizio reale”, cioè di servizi che aiutano le imprese esistenti ad essere più moderne e competitive.
Sono i giovani scolarizzati negli anni ’70 a farsi portatori della diffusione dell’informatica. In Italia non nasce nessun leader internazionale, ed anzi quello che c’era (la Olivetti di Ivrea) entra in crisi, ma in compenso nascono migliaia di software house, che introducono nelle aziende clienti innovazioni che sono continue e coinvolgono la contabilità, la produzione (automazione), la gestione del magazzino, ecc.
L’informatica è però solo una delle esigenze dell’epoca. Un grande campo di espansione è quello del marketing, con migliaia di nuove agenzie pubblicitarie, studi grafici, studi fotografici, agenzie di organizzazione di fiere, agenzie di traduzione, ecc.
Servono anche nuovi criteri di organizzazione aziendale, visto che le aziende devono essere sempre più efficienti, per non sprecare materie prime, tempo di lavoro, energia, tutte risorse sempre più costose.
Nel commercio inizia l’offensiva delle grandi catene di supermercati, che fanno sparire i piccoli negozi, a meno che questi non siano capaci di modernizzarsi e fornire servizi specializzati.
Si sviluppano attività prima presenti in misura molto minore: agenzie viaggi, agenzie immobiliari, palestre, profumerie, negozi di computer, piccole radio e televisioni private, ecc.
Inizia a diffondersi il franchising: la catena Calzedonia, una di quelle che avrà più successo, inizia l’attività nel 1986. Nello stesso anno nasce anche Tecnocasa, come catena in franchising di agenzie immobiliari.
Il franchising servirà a trasformare in piccoli imprenditori tanti gestori di punti vendita.
Alcune sensibilità culturali nuove iniziano infatti a formarsi in questo periodo, e diventeranno fonti di iniziativa imprenditoriale, soprattutto negli anni seguenti: la sensibilità ecologica, la ricerca di una salute basata sulla buona alimentazione e su un regime di vita sano, l’interesse per le lingue e i viaggi all’estero, l’attenzione alla valorizzazione dei beni culturali, la ricerca della forma fisica, ecc.
Anche gli enti pubblici si modernizzano, introducendo l’informatica nella gestione di anagrafi, uffici amministrativi, ecc., e utilizzando fornitori esterni specializzati, per ridurre i costi (ad esempio per le pulizie o le mense), migliorare la qualità (studi di architetti, geologi, economisti, gestione musei, ecc.) e per lanciar nuovi servizi (Informagiovani, servizi sociali, attività culturali, ecc.).
In alcuni settori, ad esempio nei servizi sociali (anziani, bambini, disabili, ecc.), le imprese sono spesso create in forma cooperativa.
Negli anni ’80 l’economia cresce, ma anche a causa dell’informatica, delle accresciuta concorrenza e dei miglioramenti organizzativi, l’occupazione non cresce nella stessa misura. Si tratta di una “jobless growth”, come fu chiamata allora: una crescita senza occupazione.
La disoccupazione diventa quindi un serio problema, soprattutto in certe aree del Mezzogiorno. Il modo per trovare un lavoro è spesso quello di mettersi in proprio.
Anche a livello politico si inizia a capire che le nuove imprese possono riuscire a ottenere risultati occupazionali importanti: nel 1986 viene varata una importante legge sulla imprenditoria giovanile, e nel 1992 verrà varata quella sulla imprenditoria femminile, dal momento che la disoccupazione colpisce soprattutto le donne.
Sono leggi nazionali, a cui si affiancheranno anche diverse leggi regionali.
Negli anni ’80 le condizioni di avvio di una nuova impresa cambiano rispetto al periodo precedente. Il contesto è sempre più regolamentato (ad esempio in materia di ambiente o di sicurezza contro gli infortuni), le tasse più elevate (dati i maggiori costi che lo Stato si assume ora in materia di sanità, pensioni, scuola, ecc.), i costi delle risorse più elevati.

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