Aprire una impresa in Italia come stranieri: luoghi comuni da sfatare – Parte I

L’Italia è un paese in cui il numero di nuove imprese aperte da cittadini stranieri è molto alto e supera l’ 8% del totale.
Questo dato statistico sembra confermare che l’Italia sia un paese aperto e ospitale verso le persone provenienti dall’estero.
Se dovessimo però spiegare a un cittadino straniero quali sono gli elementi che possono rendere attraente l’apertura di una piccola impresa nel nostro paese, cosa diremmo?
Dovremmo spiegargli innanzitutto che l’Italia è un paese grande e molto variegato, in cui ci sono fortissime differenze culturali ed economiche tra una zona e l’altra. Dal punto di vista pratico questo significa non abbandonarsi a generalizzazioni, ma analizzare bene le diverse aree in cui ci si potrebbe insediare.
Il luogo comune della presenza in Italia della Mafia va molto relativizzato; una presenza opprimente della criminalità organizzata, sotto forma di “pizzo” sulle attività, esiste senz’altro in alcune zone (basta seguire le cronache), ma assolutamente non nella gran parte del paese.
Anche l’idea che la burocrazia italiana sia pesante e inefficiente è sbagliata. Molti servizi pubblici sono altamente informatizzati (dal Registro delle imprese al catasto immobiliare, dai pagamenti fiscali tramite conti bancari fino alle anagrafi) e funzionano bene.
Certo, dove l’amministrazione è gestita dalle Regioni, le differenze si vedono: le prenotazioni delle visite sanitarie specialistiche sono facilissime in regioni come l’Emilia-Romagna (tramite farmacie o servizi USL) mentre in altre regioni possono diventare un incubo.
La corruzione dei pubblici dipendenti è un altro mito da sfatare. Su grossi affari le cronache hanno messo in evidenza alcune clamorose malversazioni, ma sulle normali operazioni burocratiche che interessano il piccolo imprenditore, non esistono in linea di massima problemi di questo tipo.
E’ vero invece che il Parlamento italiano è troppo attivo (lo si accusa invece di lavorare poco!). Troppe leggi, decreti, continue “riforme” che cambiano le regole. Il quadro cambia continuamente: è molto difficile quindi operare senza essere assistiti da esperti (commercialisti, avvocati, geometri, ecc.) che possano fare evitare errori.
A livello nazionale e locale, la politica vive molto di più che in passato alla giornata, senza capacità progettuale ed esprimendo personaggi spesso di basso spessore culturale. La preoccupazione di molti amministratori è quella di “fare cassa”: le sanzioni sono pesanti e la comprensione per il cittadino poca. In dieci anni le cose sono cambiate decisamente in peggio. CONTINUA.

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