Animali domestici contro la crisi

Il mercato dei prodotti e servizi per animali domestici, molto cresciuto negli ultimi anni, non ha ancora raggiunto un punto di saturazione e si può senz’altro dire che continua ad offrire opportunità per la creazione di nuova occupazione e nuove imprese.
Infatti, secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2014 il mercato dei prodotti per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia in Italia nel 2013 continua a presentare dinamiche positive, con un nuovo aumento del fatturato dell’ 1,7%.
Secondo dati Eurispes, il 39% degli italiani ha almeno un animale in casa e il 12% ne ha più di uno. Cani, gatti, conigli e altri piccoli animali sono diventati una presenza fissa nelle case degli italiani, dove d’altra parte continua a diminuire il numero medio dei componenti della famiglia degli “umani”.
L’animaletto (il cosiddetto “Pet”) è ormai considerato a tutti gli effetti un membro della famiglia. Una volta adottato entra a far parte della vita delle persone che la compongono e gli sono riservati attenzioni e affetto.
All’interno del dato generale di mercato, ancor più favorevole è l’andamento degli accessori (prodotti per l’igiene, giochi, guinzagli, cucce, ciotole, gabbie, voliere, acquari, ecc.) che continuano a mostrare un andamento positivo con un +3,1% rispetto al 2012.
Il segmento giochi cresce del 2,5%, mentre molto dinamici sono gli antiparassitari, con un aumento del +12,7%, segno che il consumatore non intende rinunciare alla igiene e al benessere dell’animale.
Vi sono però anche segmenti in contrazione, per i quali l’avvio di un’attività rischia di essere problematica. Si assiste ad esempio a una contrazione delle spese veterinarie, dopo anni di sviluppo. Il 52,1% dei proprietari le ha ridotte abbastanza, il 34,7% le ha ridotte molto, il 12,9% le ha lievemente ridotte.
Si tratta di tendenze che però potrebbero nuovamente invertirsi, quando la crisi verrà superata.
Il numero di animali domestici è diventato molto elevato. Secondo i dati Euromonitor in Italia (2013) gli animali domestici sono quasi 60,5 milioni (di cui poco meno di 14,5 milioni cani e gatti), cioè tanti quanti il numero di umani.
Molti sono i servizi che potrebbero svilupparsi, quando il potere di acquisto dei cittadini avrà superato la fase di crisi.
Ad esempio, l’esigenza di custodire gli animali domestici anche nei periodi in cui i padroni si recano in vacanza o comunque si allontanano dalla residenza, insieme alle recenti leggi che puniscono severamente l’abbandono degli animali, dovrebbero continuare a favorire la nascita di servizi di pensione, che eventualmente abbinino anche servizi di toelettatura, addestramento e veterinari.

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