Ovviamente l’IRAP resterà

Nel post del 20 febbraio 2014 ci eravamo chiesti “Ma davvero l’IRAP verrà abolita?”. E avevamo avanzato un ragionamento molto semplice: lo Stato italiano, e soprattutto le Regioni, per il finanziamento della sanità, non possono fare a meno di questa imposta.

Tant’è che nonostante i proclami iniziali del governo Renzi-Padoan l’IRAP è rimasta tranquillamente al suo posto, subendo soltanto una limatina dal 3,90% al 3,50%, del tutto simile a quella che già si era già avuta ai tempi del governo Prodi (dal 4,25 al 3,90%).

L’IRAP è una imposta iniqua, certo (sugli aspetti tecnici vedi il precedente post), ma è ormai indispensabile per la tenuta dei conti pubblici italiani.

Si pensi che se non ci fosse l’IRAP il trasferimento della sede della Fiat a Londra lo Stato italiano non avrebbe incassato nulla sugli utili fatti dall’azienda in Italia; grazie all’IRAP, che si basa anche sul costo della manodopera, tutte le regioni italiane in cui vi sono insediamenti Fiat (dal Piemonte al Molise) incasseranno una parte del gettito, non lasciandolo quindi tutto ai cari amici inglesi.

https://dangelilloimpresa.wordpress.com/2014/02/20/ma-davvero-lirap-verra-abolita/

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