IL PROBLEMA ALL’INIZIO NON SONO LE TASSE!

Potrò sembrare eretico, ma l’esperienza mi dice che per chi avvia una impresa un ostacolo pesante non sono le tasse, ma la burocrazia. Quando l’impresa nasce può usufruire di regime fiscali di favore, nel primo anno gli studi di settore non si applicano, i versamenti delle imposte sul reddito con i relativi acconti sugli anni successivi iniziano soltanto dal secondo anno di attività.

Ciò con cui l’impresa nuova ha subito un impatto traumatico è quello della burocrazia. L’Italia è un paese che ha una grande abilità nel moltiplicare e complicare tutti i necessari passaggi amministrativi. Si pensi  quale montagna di carte e di firme è stata partorita dalla legge sulla privacy, che in altri paesi è affrontata in modo più sobrio.  Oggi si scopre peraltro, alla faccia della privacy e alla relativa le montagne di incartamenti, che ciascuno di noi può essere spiato nelle sue comunicazioni via e-mail o telefoniche!

Sulla burocrazia lasciamo parlare chi se ne intende. Su “Il Sole 24 ore” ho trovato nei giorni scorsi (26 novembre) un interessante sfogo di un commercialista di Crema, che dice fra l’altro: “E’ frustrante, complicato e dispendioso dovere lavorare continuamente nell’incertezza, alle prese con obblighi inutili che nemmeno chi li ha inventati riesce a spiegarci a cosa servano esattamente. E ora non solo il contenuto degli adempimenti  diventa poco chiaro, anche le scadenze (una volta esisteva un calendario fiscale ben pianificato) sono un’illusione che vengono modificate all’ultimo minuto”. Aggiunge un altro commercialista, sullo stesso giornale: “Lo studio e il sottoscritto sono sommersi di da richieste di adempimenti di poco conto dal punto di vista della remunerazione, ma di forte impatto per la gestione: registrazione contratti di locazione, elenco Spesometro, versamenti F24, invio telematico dei modelli di dichiarazione”. Un terzo professionista rincara così la dose: “Oggi a una settimana dalla scadenza, non sappiamo quando e quanto dovranno pagare di acconto i nostri clienti, non sappiamo nulla della seconda rata IMU (…)Tutto questo tra tra Spesometro, Beni ai soci e saldo Tares”.

Questo caos, che impatta in primo luogo sui professionista, rende incerta, costosa e pericolosa (sanzioni) soprattutto la vita delle aziende, fin dal primo giorno di vita.

 

http://www.genesis.it/pubblicazioni-libri1.htm

 

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