Punti di forza e debolezza dell’imprenditore tecnologico

Da diversi anni ormai sono in stretto contatto con molte persone, giovani e non, che vogliono avviare delle start up a forte contenuto tecnologico.

Si tratta spesso di ricercatori, professori universitari, dottori di ricerca, che hanno maturato l’idea imprenditoriale all’interno della loro attività di ricerca, prevalentemente in dipartimenti di fisica, chimica, ingegneria, biologia.

Quali sono i punti di forza e di debolezza che il consulente nota in queste persone?

Punti di forza sono senz’altro:

  • Le elevate      competenze tecnico-professionali, che fanno sì che nel loro campo queste      persone siano tra i massimi conoscitori di un determinato argomento;
  • le forti      motivazioni a esprimersi e a realizzarsi   nelle proprie opere: un      presupposto fondamentale per qualunque successo           d’impresa;
  • l’appartenere a      un team affiatato e rodato da anni di collaborazione scientifica;
  • i contatti      internazionali, frutto di frequentazioni scientifiche e di costanti      rapporti con colleghi di altri paesi avanzati.

E i punti deboli?

E’ difficile generalizzare, però, alcuni elementi si riscontrano abbastanza di frequente.

  • La       convinzione molto radicata che il fatto stesso di avere un vantaggio competitivo in termini di conoscenza rispetto ad altri soggetti sia automatico un fattore competitivo nel fare azienda: quando invece le esperienze di tante imprese di successo mostrano che è necessario combinare elevate conoscenze tecniche con un approccio commerciale efficace.
  • L’eccessiva omogeneità del team d’impresa. Troppo spesso il gruppo è formato da persone con la stessa formazione tecnica e con lo stesso percorso scientifico; questo significa una quasi esclusiva concentrazione sugli aspetti tecnici e l’assenza (spesso) di almeno una figura interessata a occuparsi della fase commerciale.
  • La tendenza (talvolta) a fare dell’impresa un’appendice dell’attività di ricerca (per acquisire ad esempio fondi aggiuntivi, in un periodo di scarsità di stanziamenti) e non un soggetto capace di agire con propri autonomi obiettivi.
  • La       scarsa conoscenza degli aspetti amministrativi, economico-contabili e       gestionali: lacuna questa meno grave in quanto colmabile con le letture, la consulenza e la formazione, normalmente fruttuosa trattandosi di persone con un’elevata capacità di studiare e apprendere.

http://www.genesis.it/pubblicazioni-libri1.htm

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