Punti di forza e debolezza dell’imprenditore creativo

 

Sono tante le persone che si avvicinano all’idea di mettersi in proprio, avendo una formazione nel settore creativo: liceo artistico, accademia di Belle Arti, scuole di grafica e design, DAMS, ecc.

Quali sono i punti di forza e di debolezza che il consulente nota in queste persone?

Punti di forza sono senz’altro:

  • l’amore      per il proprio lavoro e le forti motivazioni a esprimersi e a realizzarsi      nelle proprie opere: un presupposto fondamentale per qualunque successo      d’impresa.
  • Il      disinteresse per risultati economici immediati, quindi la disponibilità a      fare sacrifici in vista di risultati a più lungo termine: anche questo è      un ottimo presupposto per costruire qualcosa di importante.
  • L’apertura      al mondo, alle altre tendenze, alla relazione con altri artisti. Anche      questo è un fattore indubbiamente positivo.

Qui iniziano però anche i punti deboli:

    1. La       totale ignoranza degli aspetti amministrativi, economico-contabili e       gestionali: se si trattasse solo di una ignoranza, essa si potrebbe       colmare con qualche buona e sintetica lettura, invece spesso si tratta di       una vera e propria avversione, anche se in fondo la precisione richiesta       in un lavoro artistico non è così diversa da quella di chi maneggia       concetti economici.
    2. La       tendenza a gestire i propri tempi di lavoro “secondo ispirazione”,       rigettando istintivamente un tempo fatto di scadenze, ritmi, impegni       esterni. In effetti l’artista puro dovrebbe seguire solo la sua       ispirazione e creare quando se la sente; il mercato purtroppo non lo       consente.
    3. La       tendenza a preferire il pezzo unico, che richiede tanto lavoro e spesso       non si riesce a vendere a un prezzo adeguato. La strada della produzione       in più esemplari (anche piccole serie) viene spesso vista come tale da tradire       li spirito artistico dell’autore.

Quali i consigli “strategici” generali che il consulente può dare?

Senz’altro che il campo creativo offre grandi prospettive, in quanto tutti gli oggetti che ci circondano (dai mobili, agli occhiali, alle scarpe, ecc.) contengono sempre più una componente creativa e artistica.

Il singolo imprenditore deve però, a meno di essere un vero genio (spesso però i veri geni sono scoperti dopo la loro morte), sapere vedere l’aggancio tra la propria arte e l’utilizzo pratico delle proprie creature, creando oggetti che mantengano la loro carica artistica, ma siano anche tali da generare sufficiente guadagno incontrando il gradimento di un pubblico non limitato ai pochi cultori dell’arte.

 

http://www.genesis.it/pubblicazioni-libri1.htm

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