Se queste sono le premesse…

Combattere la disoccupazione e favorire il lavoro dei giovani: queste le priorità che il nuovo governo Letta va proclamando. Finalmente si dovrebbe superare la politica miope e autolesionista del precedente governo Monti, unicamente tesa a tagliare la spesa pubblica e ad aumentare il carico fiscale, per rientrare nei parametri di indebitamento fissati a Maastricht. Questo a costo di deprimere il sistema economico rendendo più difficile ogni iniziativa economica.

Se così stanno le cose, non si capisce perché uno dei primi provvedimenti di Letta sia stato quello di togliere risorse al più importante strumento per la creazione di impresa da parte di persone disoccupate: in fondi di Invitalia.

“Per esaurimento delle risorse finanziarie relative agli incentivi previsti dal Decreto Legislativo 185/2000 (Avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24.04.2013), dal 26 aprile 2013

non è possibile presentare nuove domande di ammissione alle agevolazioni per l’Autoimprenditorialità” proclama da alcuni giorni il sito www.invitalia.it

Si trattava di uno strumento con risorse ridotte e molti limiti, ma che comunque in molti anni di operatività ha garantito la creazione di migliaia di imprese e di posti di lavoro. Nell’ultimo anno di cui la Corte dei Conti ha fornito i dati, il sostegno all’autoimpiego di Invitalia ha risposto a 8.701 nuove domande di agevolazione, ne ha ammesse 2.931 (con una percentuale del 33,7%) di cui 1.648 per iniziative di Lavoro Autonomo individuale, 1.185 per Microimprese in forma di società e 98 iniziative di Franchising). Questo con un impegno di fondi pubblici pari a 192 milioni di euro ed una nuova occupazione stimata in 6.914 unità (2,4 posti di lavoro per ogni impresa).

Non un bel segnale, così come sembra chiaro (speriamo di sbagliarci) che l’ “incompiuta” del precedente Ministro Passera, quella del programma “Re-Start Italia” (di cui abbiamo parlato in precedente Post), tale resterà e che le interessanti misure su start-up, incubatori, venture capital rimarranno lettera morta.

Se si continua nel metodo per cui ogni governo prima di tutto demolisce quanto fatto dal precedente, senza del resto creare nulla di migliore, non si potrà che generare un cumulo di macerie e chi è impegnano tutti i giorni a creare imprese e lavoro sarà ancora più solo.

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