Megatrend di ieri e di domani (Parte I)

Ho iniziato a occuparmi di creazione di nuove imprese quasi 30 anni fa. Allora un testo molto letto e famoso (pubblicato in 57 paesi, con 8 milioni di copie vendute), per comprendere i trend del futuro, era “Megatrends” di John Naisbitt,  uscito negli USA nel 1982 (Werner Books) e in Italia qualche anno dopo (1988).

Il nostro autore enunciava 10 megatrend, che così descriveva: 1. Dalla Industrial Society alla Information Society. 2. Dalla forced Technology al rapporto High Tech/High Touch. 3. Dalla economia nazionale alla economia mondiale. 4. Dal breve al lungo termine (ad es. nella considerazione dei problemi ambientali, p.82). 5. Dalla centralizzazione al decentramento (ad. es. il nuovo regionalismo, p.116). 6. Dall’aiuto istituzionale al Self-Help (ad es. la Entrepreneurial Explosion “People are seeking self-reliance and self-help by becoming independent of large corporations through entrepreneurship, self-employment, and work in small business, p.160). 7. Dalla democrazia rappresentativa alla democrazia partecipativa (ad es. Il nuovo leader è un facilitatore, non un order giver, p.209). 8. Dalle gerarchie al Networking. 9. Dal nord al sud. 10. Dal rapporto “o…o” alle opzioni multiple.

Troppo complesso, in questa sede, discutere tutti i trend, e analizzare anche in quale misura essi si sono verificati.

Alcuni trend, invece, erano colti adeguatamente, in alcuni casi riprendendoli da altri studiosi: così il passaggio da una società industriale a una società dell’informazione (con il grande sviluppo di nuove attività legate appunto alla elaborazione di dati e informazioni);  il passaggio a un’economia globale; la “Entrepreneurial Explosion” in molti settori (soprattutto dei servizi); l’importanza del Networking per la organizzazione dell’attività di molte imprese.

Al contrario, però, alcuni trend molto importanti certamente non venivano colti, per limiti di visuale o forse per una chiusura ideologica.

A) La sempre più importante questione ambientale, in tutte le sue sfaccettature (energetiche, abitative, di alimentazione, ecc.).

B) Il prepotente emergere dell’Asia, e soprattutto della Cina, quale potenza non solo demografica, ma economica e tecnologica. Più genericamente, Naisbitt parlava di importanza del “Sud” (una definizione che mette dentro dall’Africa al Sud America), salvo poi recuperare molto dopo con libri quali “Megatrends Asia(1996) e “China’s Megatrends” (2010).

(continua)

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